Autocritica sugli errori, meno interventi della Var e una nuova gestione del gioco: la riunione a Lissone traccia il ventaglio della stagione con Orsato e Messina. Allenatori visibilmente partecipi, richieste di uniformità e numeri che raccontano una primavera diversa per l’arbitro.


Arbitri e Var verso una stagione più fluida: Orsato presenta la linea ‘lasciar giocare’ ai club di Serie A
In una sessione dal vivo adatta a gettare le basi della stagione, gli arbitri di Serie A, guidati dal designatore Daniele Orsato e dal direttore tecnico Domenico Messina, hanno illustrato ai club il primo bilancio della nuova impostazione tecnica.
L’incontro, svoltosi all’Ibc di Lissone, ha puntato sull’autocritica senza nascondere la fermezza: migliorare gli errori è prioritario, ma la linea di gioco resta centrata sull’idea di “lasciar giocare” i contatti minimi invece di fischiarli ogni volta. È questa la linea guida che ha accompagnato la discussione tra arbitri, società e tecnici presenti da tutte le venti squadre di Serie A.
La novità principale riguarda l’uso della Var: la tecnologia interviene solo quando l’arbitro non vede o non vede bene, lasciando all’occhio umano la centralità delle decisioni sul campo. Una scelta che si riflette anche sui numeri della stagione: il tempo effettivo di gioco è salito a circa 59 minuti e 31 secondi; la media dei falli è scesa a 22,60 a partita.
Rispetto allo scorso campionato, cala anche la ripresa di episodi controversi: i rigori totali nelle prime settimane si sono ridotti a 2, con un confronto significativo ai 9 della stagione 2025/2026 e ai 14 del 2024/2025; le espulsioni hanno visto un minimo di 2 casi contro 6 nelle due annate precedenti. Inoltre, solo una on-field review è stata registrata finora (contro sei nell’anno precedente) e due Overrule, rispetto alle cinque e sei registrate in stagioni recenti.
Orsato ha ribadito una linea che pretende coerenza e trasparenza: la VAR interviene solo se c’è un errore chiaro nella visione dell’arbitro, ma il resto resta nelle mani dell’organico di campo. La sessione ha coinvolto circa 30 episodi trasmessi ai video: i temi chiave sono stati la differenza tra contatto e fallo, l’imputabilità di un tocco di mano e l’interpretazione del fuorigioco semi-automatico.
Dal fronte tecnico, la partecipazione è stata massima: tutte le squadre hanno mandato i propri allenatori o i vice, tra i quali figure note come Gritti (Roma), Landucci (Napoli), Spalletti, De Rossi e altri; Chivu, Amorim e Palladino hanno condiviso i propri punti di vista. Tutti hanno chiesto una maggiore uniformità di giudizio in modo da poter tradurre il metro di valutazione direttamente sul campo ai giocatori.
Le reazioni degli allenatori non hanno nascosto l’apprezzamento generale: Spalletti ha definito l’incontro fondamentale per confrontarsi con le nuove disposizioni e i parametri di valutazione; Pisacane ha confermato di aver compreso meglio il metro di giudizio; Palladino ha commentato di ritrovarsi in una versione del calcio più chiara e attraente.
Il tema resta centrale anche fra le voci più esplicite: chi ha mosso una freccia contro il sistema è Sarri, ricordando che se non si chiama il Var in situazioni come quella relativa al gesto di Kalulu, è lecito chiedersi se l’intervento abbia davvero senso.
L’obiettivo condiviso dai club è chiaro: stabilire un metro comune per evitare contraddizioni tra partita e partita, offrendo ai giocatori linee guida comprensibili e applicabili. Gli arbitri hanno mostrato disponibilità a correggere eventuali lacune, ma senza compromettere la nuova impostazione tecnica. L’atmosfera è stata descritta come positiva, con la consapevolezza che gli errori possono verificarsi e che la strada tracciata è quella giusta per un calcio più fluido e spettacolare.
In sintesi, la riunione di Lissone sancisce una stagione in cui la collaborazione tra arbitri e club punta a una gestione del gioco più rapida, con un modello di Var meno invadente ma più mirato, e con una maggiore coerenza di giudizio che i tecnici chiedono a gran voce per trasmettere al pubblico e ai giocatori la chiarezza necessaria all’evoluzione del gioco.
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