Terremoto, alla Solfatara accelerazione del suolo fino a 0,9 g: è uno dei valori più alti mai registrati

I dati preliminari diffusi dall’INGV confermano che il terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito ieri l’area dei Campi Flegrei ha provocato uno scuotimento del terreno particolarmente intenso nella zona orientale della Solfatara, dove è stato registrato uno dei valori di accelerazione del suolo più elevati dell’intera crisi bradisismica.

Il picco registrato alla Solfatara

La stazione sismica del Tennis Hotel Solfatara, gestita dall’Osservatorio Vesuviano, ha rilevato un picco di accelerazione del suolo (PGA) pari a 0,9 g, un valore estremamente elevato che indica come il terreno abbia subito una spinta pari a quasi il 90% della forza di gravità terrestre.

Si tratta del secondo dato più alto registrato ai Campi Flegrei dall’inizio dell’attuale fase di bradisismo, inferiore soltanto all’1,1 g misurato durante il terremoto di magnitudo 4.6 del 13 marzo 2025.

Uno scuotimento molto localizzato

Gli esperti sottolineano però che il valore di 0,9 g riguarda un’area estremamente circoscritta, compresa tra la Solfatara e Pisciarelli, e non rappresenta l’intero territorio flegreo.

La distribuzione dello scuotimento, infatti, può cambiare sensibilmente anche a distanza di poche decine di metri. Ne è una dimostrazione la stazione di via San Gennaro, situata poco più a sud, che ha registrato un’accelerazione decisamente inferiore, nell’ordine di 0,1 g.

Valori intermedi sono stati invece rilevati nelle stazioni del Porto di Pozzuoli, di Arco Felice e di via Campana, dove i picchi hanno raggiunto circa 0,3 g, livelli comunque considerati significativi dagli specialisti.

Perché l’accelerazione del suolo è un dato decisivo

Per gli studiosi, il parametro dell’accelerazione del suolo è ancora più indicativo della sola magnitudo nel valutare gli effetti di un terremoto. Questo dato consente infatti di conoscere in tempo quasi reale l’intensità effettiva dello scuotimento, individuando le aree che hanno subito le maggiori sollecitazioni e dove è più probabile riscontrare danni agli edifici e alle infrastrutture.

L’analisi delle registrazioni delle diverse stazioni sismiche permette quindi di ricostruire con maggiore precisione la distribuzione dell’energia rilasciata dal terremoto e di orientare le verifiche tecniche nelle zone maggiormente esposte.

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Giuseppe Del Gaudio

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