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Incompatibilità dell'assessore Enzo Cuomo

Caso Cuomo, Morra (Anci Campania): «Cambiate la legge sui sindaci candidati alle Regionali»

«Aprire in Consiglio regionale una discussione seria sulla legge elettorale. I sindaci rappresentano le comunità e non possono essere penalizzati nell'accesso alla rappresentanza»
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Napoli — La vicenda che ha travolto l’assessore regionale al Governo del territorio ed al Patrimonio, Enzo Cuomo, ex sindaco di Portici, riaccende i riflettori su una questione annosa: le regole che disciplinano la candidatura dei sindaci alle elezioni regionali. A sollevare il nodo è Francesco Morra, presidente di Anci Campania, che torna a chiedere «parità di trattamento e regole chiare» per i primi cittadini che scelgono di candidarsi in Consiglio regionale.

«La questione Cuomo rende ancora più evidente un tema che come Anci Campania poniamo da tempo», afferma Morra in una nota diffusa oggi. «Non è una battaglia legata a un singolo caso, ma una questione che riguarda tutti i primi cittadini e, soprattutto, la rappresentanza delle comunità».

Il presidente dell’associazione dei Comuni campani ricorda che la Corte costituzionale ha già chiarito il quadro normativo vigente, ma proprio quanto sta accadendo in queste settimane dimostra «quanto sia importante aprire in Consiglio regionale una discussione seria e complessiva sulla legge elettorale».

Secondo Morra, «occorre costruire per il futuro regole certe, equilibrate e uguali per tutti». I sindaci, sottolinea, «rappresentano direttamente le comunità e non possono essere penalizzati nell’accesso alla rappresentanza regionale: sono una risorsa per le istituzioni e come tali devono essere considerati».

La presa di posizione di Anci Campania arriva mentre infuria lo scontro politico sulla presunta incompatibilità di Cuomo, nominato assessore il 31 dicembre scorso, lo stesso giorno in cui si era dimesso da sindaco di Portici. Il ministero dell’Interno, rispondendo a un’interrogazione del senatore Sergio Rastrelli (FdI), ha sostenuto che l’ex primo cittadino non era eleggibile alla carica di consigliere regionale, poiché non erano ancora trascorsi i venti giorni dalle dimissioni previste dall’articolo 53 del Testo unico degli enti locali.

La Giunta regionale ha replicato sostenendo che al momento della prima seduta utile (26 gennaio 2026) il termine era regolarmente decorso, e che il Tar ha già respinto un’istanza di sospensione cautelare della nomina.
Morra, tuttavia, sposta il focus sul piano normativo: «Abbiamo già posto il tema delle norme che disciplinano la candidatura dei sindaci alle elezioni regionali, chiedendo regole capaci di tutelare insieme la rappresentanza dei territori e la continuità amministrativa dei Comuni».

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