

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Vico Equense – Una “privatizzazione surrettizia” del demanio marittimo che sta sottraendo ai cittadini il diritto costituzionale al libero accesso al mare. È questa la dura accusa mossa dai rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) contro la gestione delle spiagge libere a Vico Equense. Il deputato Francesco Emilio Borrelli, il consigliere regionale Carlo Ceparano e l’esponente locale Rosario Lotito hanno lanciato un appello congiunto per smantellare quelle che definiscono vere e proprie “barriere discriminatorie”. Nel mirino ci sono ordinanze comunali ritenute punitive e accessi sbarrati direttamente dai privati.
La prima anomalia denunciata riguarda la storica spiaggia del Pezzolo. Secondo quanto riportato dagli esponenti di Avs, l’Ordinanza Sindacale n. 107/2021, giustificata formalmente da motivi di sicurezza e decoro, ha introdotto un’intollerabile disparità di trattamento. Mentre alla vicina spiaggia delle Calcare l’accesso è consentito fino alle 23:00, al Pezzolo i cancelli metallici vengono inesorabilmente chiusi alle 19:00. A rendere la situazione ancora più controversa è il fatto che la chiusura materiale degli accessi sia affidata ai privati titolari delle concessioni balneari.
A questa limitazione oraria si aggiunge un caso ancora più eclatante su un altro tratto del litorale vicano, dove una spiaggia pubblica risulta di fatto inaccessibile. L’unico passaggio praticabile è costituito dall’ascensore di una struttura ricettiva sovrastante.
Fino all’anno scorso, per raggiungere l’arenile libero, i bagnanti erano costretti a pagare un pedaggio di 9 euro a persona per il solo uso dell’impianto. Quest’anno la gestione ha imposto una nuova regola: l’ascensore è riservato esclusivamente a chi noleggia lettini e ombrelloni presso lo stabilimento, trasformando un bene pubblico in un’estensione commerciale privata.
“Ci troviamo davanti a un’azione coordinata e strisciante di privatizzazione delle nostre coste”, attaccano duramente Borrelli e Ceparano. I due esponenti politici sottolineano come subordinare un arenile al noleggio obbligatorio di attrezzature significhi azzerare il diritto fondamentale delle famiglie di godersi il mare.
“Questi provvedimenti non sono strumenti di tutela, ma una vera e propria dichiarazione di resa da parte del potere pubblico”, aggiunge Rosario Lotito. Secondo l’attivista, il territorio si presidia garantendo servizi e illuminazione, non escludendo la cittadinanza e delegando ai privati diritti di veto.
Di fronte a questa gestione, che trasforma i diritti sanciti dal Codice della Navigazione in mere concessioni a tempo, Alleanza Verdi e Sinistra annuncia battaglia. I rappresentanti del partito chiedono la revoca immediata delle restrizioni orarie al Pezzolo e un’ispezione urgente per ripristinare il libero passaggio nell’area servita dall’ascensore. Nei prossimi giorni scatteranno le verifiche istituzionali con il coinvolgimento diretto della Capitaneria di Porto. L’obiettivo dichiarato è garantire che la legalità e la libera fruizione dei beni comuni tornino a essere una certezza su tutto il litorale di Vico Equense.
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