

Nella foto, un particolare della vicenda.
Ancora un episodio di violenza gratuita sulle strade della Campania, immortalato e rilanciato sui social network. Questa volta è accaduto a Salerno, nel quartiere Pastena, dove un ciclista è stato preso di mira da due giovani a bordo di uno scooter che lo avrebbero investito con il getto di un estintore mentre era in marcia. Un terzo complice, secondo quanto denunciato, avrebbe ripreso l’intera scena con uno smartphone, pubblicando poi il video su TikTok.
L’aggressione si è verificata in via Trento. Il ciclista, colto di sorpresa, avrebbe perso completamente la visibilità a causa della nube sprigionata dall’estintore, riuscendo tuttavia a mantenere l’equilibrio ed evitare una caduta che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime.
L’episodio arriva a pochi giorni da un fatto analogo avvenuto a Pompei, dove un anziano ciclista era stato spinto da uno scooter in corsa, finendo contro un’auto parcheggiata. In quel caso, dopo la diffusione delle immagini, le forze dell’ordine riuscirono a risalire rapidamente al veicolo coinvolto e il minorenne ritenuto responsabile si costituì.
Sull’ultimo episodio è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli, che lancia un nuovo allarme sulla crescente diffusione di azioni violente realizzate con l’unico obiettivo di ottenere visibilità sui social. «Siamo di fronte a una vera e propria escalation di criminale idiozia. C’è una fetta di gioventù completamente allo sbando che considera l’incolumità altrui come un semplice palcoscenico per raccogliere “like” sui social. Aggredire un ciclista con un estintore o spingerlo fino a farlo schiantare contro un’auto non sono bravate: sono azioni delinquenziali che possono uccidere», afferma Borrelli.
Il parlamentare auspica che anche in questo caso gli autori vengano rapidamente identificati. «A Pompei la nostra denuncia e l’immediata mobilitazione dei cittadini hanno costretto il responsabile a costituirsi. Ora mi auguro che lo stesso avvenga a Salerno. Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati, denunciati e puniti in modo esemplare. Serve una stretta severissima e una regolamentazione rigida per i contenuti social che glorificano la violenza e la sopraffazione, altrimenti non fermeremo questa deriva», conclude.