

Mario Roggiero
La Suprema Corte conferma le decisioni dei giudici di merito: la legittima difesa non è stata riconosciuta perché l’azione dei rapinatori era ormai terminata quando il commerciante aprì il fuoco. Si chiude così il procedimento penale per i fatti del 28 aprile 2021, ma si apre il fronte politico con la richiesta di grazia avanzata da Matteo Salvini e quello giudiziario europeo annunciato dalla difesa.
È definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, che il 28 aprile 2021 uccise due rapinatori e ferì un terzo dopo l’assalto al proprio negozio.
La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla difesa, rendendo irrevocabile la sentenza pronunciata nel dicembre scorso dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino e confermando quanto già stabilito anche nel processo di primo grado.
La vicenda risale al pomeriggio del 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nella gioielleria della famiglia Roggero, dove erano presenti anche la moglie e la figlia del commerciante.
Dopo essersi impossessati del bottino, i rapinatori tentarono la fuga. Roggero li inseguì all’esterno del negozio fino al parcheggio e aprì il fuoco con la propria pistola contro l’auto sulla quale stavano cercando di allontanarsi.
Nell’azione morirono Giuseppe Mazzarino, 58 anni, e Andrea Spinelli, 44 anni, mentre il terzo componente della banda, Alessandro Modica, rimase ferito ma riuscì a salvarsi.
Secondo quanto emerso nel processo, i malviventi erano armati di una pistola giocattolo e di un coltello.
Sia il Tribunale di Asti sia la Corte d’Assise d’Appello di Torino avevano escluso la sussistenza della legittima difesa, anche nella forma putativa invocata dalla difesa dell’imputato.
Nelle motivazioni della sentenza d’appello, i giudici avevano evidenziato come “l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa” quando Roggero esplose i colpi di pistola, ritenendo quindi cessato il pericolo imminente richiesto dalla legge per il riconoscimento della scriminante.
La decisione della Cassazione ha riacceso il dibattito politico. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato un appello al Presidente della Repubblica per la concessione della grazia.
“In tanti stiamo con Mario Roggero”, ha scritto sui social, definendo la condanna ingiusta e sostenendo che il gioielliere abbia reagito a una rapina nel proprio negozio, alla presenza dei familiari. Salvini ha inoltre rilanciato la necessità di rafforzare ulteriormente la normativa sulla legittima difesa e di escludere per legge il risarcimento dei danni ai familiari dei rapinatori uccisi o feriti durante un reato.
Profonda delusione è stata espressa dagli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani, che confidavano nell’accoglimento del ricorso.
I legali attendono ora il deposito delle motivazioni della Cassazione per valutare le successive iniziative processuali. Tra le ipotesi sul tavolo vi è il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, qualora emergano profili ritenuti lesivi dei diritti garantiti dalla Convenzione europea.
Per il momento, tuttavia, la sentenza è definitiva e Roggero dovrà scontare la pena di 14 anni e 9 mesi di carcere.
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