Napoli, spese pazze con la carta dell’ente sanitario: manager accusato di danno erariale per 314mila euro

Napoli – Gioielli, abbigliamento d’alta moda, cene al ristorante e persino viaggi. Tutto saldato strisciando la carta di credito aziendale di un ente sanitario pubblico. È una vera e propria pioggia di contestazioni quella che si è abbattuta su un dirigente campano, destinatario di un invito a dedurre notificato dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

L’accusa mossa dalla Procura regionale per la Campania della Corte dei Conti, guidata dal procuratore Giacinto Dammicco e dal vice procuratore generale Davide Vitale, è pesantissima. Al dirigente viene contestato un presunto danno erariale che supera i 314mila euro, emerso nell’ambito di una vasta indagine sulla gestione dell’ente.

Lo shopping con fondi pubblici

Secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle, la gestione delle finanze pubbliche sarebbe stata a dir poco opaca. Il dirigente avrebbe utilizzato in modo disinvolto le carte di credito aziendali per coprire spese di ristorazione, vitto, alloggio e acquisti personali in boutique e gioiellerie.

Gli investigatori hanno riscontrato un’assenza quasi totale di pezze d’appoggio a giustificazione di queste uscite. Mancavano note spese, relazioni di missione, documentazione fiscale e qualsiasi indicazione sui beneficiari o sulle reali motivazioni delle trasferte. Questo modus operandi ha reso impossibile verificare la reale natura istituzionale degli esborsi, classificandoli di fatto come spese private a carico della collettività.

Le auto usate di notte

Il faro della magistratura contabile si è acceso anche sulla gestione dell’autoparco dell’ente sanitario. Incrociando i dati dei diari di bordo, dei contratti di noleggio e dei transiti Telepass, i finanzieri hanno ricostruito un utilizzo improprio e continuativo delle vetture di servizio.
I

veicoli venivano impiegati abitualmente per il tragitto tra il luogo di residenza e la sede di lavoro, con spostamenti registrati anche in piena notte. A confermare l’uso personalistico dei mezzi ci sono le spese per il carburante: i pieni venivano effettuati prevalentemente in distributori situati a pochi passi dall’abitazione del dirigente. Costi che gli inquirenti ritengono del tutto estranei alle esigenze dell’ente e, pertanto, assolutamente non rimborsabili.

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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