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Regole e arbitri

Var, Simonelli detta la linea: «Niente interventi se l’arbitro vede». Orsato: «Gli errori non si ripetano»

Vertice tra club e direttori di gara a Lissone, con Orsato che ha illustrato criteri e criticità per rendere più chiaro il metro di giudizio
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«È stata una riunione molto positiva, con grande partecipazione». Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, traccia un bilancio del confronto andato in scena all’IBC di Lissone tra i rappresentanti dei club e il mondo arbitrale. Al centro dell’incontro anche il funzionamento del Var e il rapporto tra tecnologia e decisioni sul campo. «Orsato ci ha spiegato che interverrà quando l’arbitro non vede o non vede bene», ha spiegato Simonelli.

Il responsabile degli arbitri ha affrontato anche gli episodi più discussi, mostrando gli errori commessi e sottolineando l’importanza di evitare che si ripetano. «Dove gli arbitri hanno sbagliato lo ha fatto vedere, lui è la persona più arrabbiata quando succede. Dobbiamo aspettarci che succederà ancora ma quello che lui non vuole che succeda è che gli errori si ripetano».

Una parte del confronto è stata dedicata anche alle condizioni di lavoro dei direttori di gara. «Ha puntato molto sulla posizione degli arbitri che però sono più impegnati rispetto al passato, devono correre di più», ha spiegato Simonelli.

Il presidente della Lega ha quindi fornito un dato sull’aumento della durata effettiva delle partite: «Le partite sono aumentate di cinque minuti e mezzo rispetto alla scorsa stagione e di 7 rispetto a quella precedente per cui un arbitro deve fare 12-13 chilometri».

Una situazione che rende ancora più impegnativo il compito dei direttori di gara: «Il ritmo è più alto e deve correre di più ma mentre i giocatori possono essere sostituiti, l’arbitro no». Da parte dei club, secondo Simonelli, non sono arrivate contestazioni. «Nessun intervento critico, semmai qualche intervento di chiarificazione su alcuni aspetti», ha riferito il presidente della Lega.

L’obiettivo condiviso è soprattutto quello di rendere uniforme l’interpretazione delle situazioni di gioco: «L’importante – e tutti gli allenatori erano d’accordo – è sapere qual è il metro di giudizio in modo da trasmetterlo ai giocatori». Il confronto proseguirà ora attraverso un resoconto destinato a tutte le società: «Daremo infatti un resoconto a tutti i club in modo che sappiano qual è».

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