

Gli uomini della Digos in azione
Maxi operazione antiterrorismo della Polizia di Stato contro una presunta organizzazione anarco-insurrezionalista attiva nella Capitale e collegata ad analoghe realtà presenti in diverse città italiane. Su richiesta della Procura di Roma, il giudice per le indagini preliminari ha emesso sette misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati: cinque sono stati condotti in carcere, mentre per due sono stati disposti gli arresti domiciliari.
L’operazione è stata eseguita dagli agenti della Digos di Roma, con il supporto della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza il reato di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico.
Al centro delle indagini figura il sabotaggio avvenuto il 14 febbraio scorso lungo la linea ferroviaria ad Alta Velocità Roma-Firenze. Secondo gli investigatori, due degli arrestati avrebbero collocato ordigni esplosivi rudimentali ma in grado di provocare ingenti danni all’infrastruttura ferroviaria.
L’azione causò l’interruzione della circolazione dei treni e danni quantificati in circa 455 mila euro. Gli inquirenti contestano inoltre un secondo tentativo di attacco ai danni della linea ferroviaria Roma-Napoli.
Gli episodi sarebbero stati rivendicati attraverso il sito internet “ispirazione.noblogs.org”, dove sono stati pubblicati messaggi di matrice antimilitarista in concomitanza con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina.
Secondo la ricostruzione investigativa, gli attentati si inserirebbero in una più ampia strategia di propaganda e mobilitazione del movimento anarco-insurrezionalista, finalizzata a colpire infrastrutture considerate simboliche e a rilanciare la protesta contro le istituzioni.
Tra gli obiettivi attribuiti al gruppo vi sarebbe stato anche quello di mantenere alta la mobilitazione contro il regime detentivo del 41 bis applicato all’anarchico Alfredo Cospito.
Gli investigatori ritengono che la cellula fosse impegnata nella pianificazione di ulteriori azioni violente, destinate a sostenere la campagna di protesta portata avanti da una parte dell’area anarchica radicale.
Contestualmente agli arresti, la Digos ha eseguito decine di perquisizioni in diverse regioni italiane. Le attività hanno coinvolto le questure di Napoli, Milano, Bologna, Torino, Terni e Rieti, oltre ad alcuni luoghi ritenuti vicini agli ambienti anarchici, tra cui il centro sociale Bencivenga Occupato di Roma.
L’inchiesta, considerata di rilievo nazionale e internazionale per i collegamenti emersi nel corso delle indagini, è coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.
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