

Maurizio De Giovanni e Giulio Baffi
Racconti per ricominciare – il progetto ideato nel 2020 da Vesuvioteatro con la direzione artistica di Claudio Di Palma, la consulenza di Giulio Baffi e l’organizzazione di Dora Di Martino e Geppi Liguoro – amplia ulteriormente il proprio orizzonte accogliendo un nuovo format dedicato alla narrativa. In linea con la missione del festival, che da sempre valorizza i luoghi simbolici della Campania, venerdì 29 maggio la prestigiosa location del Castello di Lettere ha ospitato lo speciale evento d’esordio di questo nuovo spazio culturale, introdotto dalla calorosa accoglienza da parte della Sindaca Anna Amendola agli ospiti.
Protagonista della serata Maurizio De Giovanni e il suo più recente lavoro letterario, Il tempo dell’orologiaio. In questo vero e proprio teatro naturale sospeso tra cielo e mare, nel magico silenzio che vi regna, a partire da quest’anno le storie avranno risonanza emotiva anche attraverso il dialogo con gli autori e i loro libri.
All’incontro delle ore 18:00, oltre allo scrittore, erano presenti la sorella Valentina De Giovanni, avvocato matrimonialista e curatrice del progetto letterario ed educativo La chiave dei sentimenti, il giornalista e critico teatrale Giulio Baffi e l’autore Aldo Putignano, editore Homo Scrivens. La presenza di Valentina De Giovanni, Presidente della sezione di Napoli dell’AMI – Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, ha aggiunto un focus sociale, educativo e umano al momento più strettamente letterario dedicato al fratello Maurizio.
La chiave dei sentimenti, iniziativa da lei ideata e sviluppata con la collaborazione della dirigente scolastica Immacolata Iadicicco, si concretizza in un volume corale che raccoglie i contributi di ventitré autori, ciascuno impegnato a offrire con un racconto una personale chiave di lettura del sentire umano. Il libro, edito da Homo Scrivens, con una cornice introduttiva dedicata a Lessico sentimentale, un testo breve di Maurizio De Giovanni, si prefigge – attraverso lo strumento della letteratura – di favorire la comprensione e la cura dei sentimenti.
La lunga esperienza professionale di Valentina De Giovanni – socia fondatrice e vicepresidente di un’associazione che forma gli avvocati sulla delicatissima materia della famiglia e dei minori – è l’elemento fondante dell’iniziativa e dell’apertura di questo ambito, spesso controverso, a professionalità diverse: insegnanti, forze dell’ordine, assistenti sociali, psicologi. Figure di rilievo nei contesti di vita familiare segnati da fragilità. La chiave dei sentimenti, di cui il racconto è uno straordinario veicolo di forza educativa, rappresenta lo sbocco naturale del progetto.
In chiusura della prima parte della serata, Maurizio De Giovanni, su invito di Aldo Putignano, ha offerto una riflessione sulla responsabilità del linguaggio, mettendo al centro il potere della parola e gli effetti che essa può generare quando a pronunciarla è un personaggio pubblico: «Il microfono è una responsabilità. Quando ti danno un microfono in mano, quello che dici assume un peso diverso […] Io posso essere dolce e forte.»
Dopo questo momento particolarmente intenso, la conversazione ha cambiato respiro. Giulio Baffi ha attraversato i temi della scrittura di De Giovanni, introducendo la sezione dedicata a Il tempo dell’orologiaio, ultima fatica letteraria dell’autore. Subito dopo, in una piacevole e intensa intervista-dialogo, Baffi ne ha illuminato processi creativi e visioni, rivelando le corde profonde della sua sensibilità e della sua umanità.
È così emerso il nucleo emotivo che i lettori ritroveranno ne Il tempo dell’orologiaio, dal quale gli attori Francesca Cercola, Rossella De Martino, Mario Meles ed Ettore Nigro hanno magistralmente interpretato alcuni pregnanti estratti. In quello spettacolo naturale, dominato da un tramonto sfumato di arancio e da una brezza leggera, la voce, il ritmo e la gestualità misurata degli esperti lettori hanno dato corpo ai contenuti del testo, catalizzando l’attenzione della platea.
Giulio Baffi ha poi riportato l’attenzione sulla centralità e sulla funzione trainante di un elemento decisivo: l’amore. Lo scrittore, collegando questo tema all’idea di narrativa, lo ha descritto come uno spazio di libertà, un territorio in cui lo sguardo può spingersi oltre il visibile e incontrare emozioni, contraddizioni e fragilità. Nel territorio del racconto – ha suggerito – i personaggi possono rivelare la verità sommersa che spesso nella vita resta taciuta o irrisolta. L’amore è dunque un vero e proprio motore narrativo dei suoi testi. Riflessione affascinante che ha poi arricchito con un altro fondamentale tratto della propria produzione: il tempo. Amore e tempo sono inscindibili: entrambi raccontano la vita e l’umano.
Con la sua abilità comunicativa ha scisso il concetto di tempo in soggettivo e collettivo, focalizzandolo con due esempi pregnanti: «C’è il tempo soggettivo: l’ultima volta che ho visto mia madre divide la mia vita in due […] E poi c’è il tempo collettivo: l’orologio della stazione di Bologna che segna le 10:25 del 2 agosto 1980.»
L’intero discorso, modulato nel corso della serata da un’emozione viva e palpabile, ha reso ancora più eloquente la passione che anima l’autore. Lo evidenziano la sua riflessione sulla narrativa e sui sentimenti e il ruolo del lettore, che assume un valore centrale. Secondo De Giovanni, infatti, una storia può dirsi compiuta solo quando chi legge vi riconosce le proprie esperienze e la propria sensibilità: è in quel punto che la narrativa diventa condivisione.
Amore, tempo e parola – ai quali De Giovanni attribuisce un valore strutturale – si rivelano così strumenti capaci di restituire profondità alle relazioni e di illuminare la complessità dell’animo umano. Un patrimonio culturale che Racconti per ricominciare contribuisce a valorizzare, ponendosi come occasione di rinnovata e consapevole crescita collettiva, anche per il territorio che lo accoglie.