Blitz dei carabinieri

Pianura, custodi dello stupefacente per conto del clan: in manette padre e figlio

Sequestrati hashish, cocaina e crack nascosti tra le due abitazioni, oltre a 5.400 euro in contanti e materiale per il confezionamento. I due uomini si trovano ora in carcere in attesa di giudizio.
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Una strada come tante nel quartiere di Pianura, una traversa tranquilla e abitata da famiglie, si era trasformata in un nodo strategico per lo spaccio. A tradire i due presunti pusher è stato un movimento costante e ingiustificato che non è sfuggito ai carabinieri impegnati nel pattugliamento quotidiano del capoluogo partenopeo.

Auto che comparivano all’improvviso per sparire dopo pochi minuti, scooter di passaggio, volti sempre nuovi e soste rapide. Questo via vai discreto, quasi invisibile agli occhi dei residenti, è stato sufficiente a far scattare un servizio di osservazione mirato da parte dei militari, supportati dal nucleo cinofili.

Il blitz nell’appartamento del figlio

I movimenti sospetti convergevano tutti verso due abitazioni specifiche, portando le forze dell’ordine a far scattare l’operazione alle prime luci dell’alba. I militari hanno fatto irruzione contemporaneamente in entrambi gli appartamenti.

Ad aprire la porta della prima casa è stato un uomo di 42 anni, un volto già noto alle forze dell’ordine. Durante la perquisizione, i carabinieri hanno scovato nel bagno una busta contenente 5,40 grammi di cocaina già suddivisa in 26 dosi, 7,80 grammi di crack e circa 187 grammi di hashish distribuiti tra un panetto e tre frammenti, oltre a due bilancini di precisione.

La scoperta a casa del padre insospettabile

Il secondo obiettivo dell’operazione era l’abitazione del padre del quarantaduenne, un 73enne incensurato. All’interno della sua casa tutto sembrava perfettamente in ordine, fino a quando l’ispezione si è concentrata all’interno di uno sgabuzzino. Nascosti sotto una scaffalatura, i militari hanno rinvenuto il grosso della partita: 33 panetti di hashish per un peso complessivo di 3,3 chilogrammi.

Insieme allo stupefacente, l’anziano custodiva una macchina per il sottovuoto, materiale per il confezionamento e 5.400 euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività illecita. Durante i controlli, le forze dell’ordine hanno proceduto anche al sequestro cautelativo di due fucili regolarmente detenuti dall’uomo.

Per padre e figlio sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e sono stati trasferiti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Ora le indagini dei carabinieri continuano per stabilire se i due facessero da custodia della droga e per conto di quale clan oppure se fungessero anche da pusher casalinghi.  E quindi in questo caso risalire ai fornitori e al giro di clientela

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Commenti (1)

Nonso se capisco bene la storia,una stradina tranquilla che diventa nodo di spaccio:e gente che entraesce,macchine che comparionospariscono,scooter che passano e volti nuovi. I carabinieri hann visto e son entrati,ma resta il dubbio sul 73enne incensurato:forse custodiva per altri o forse vendeva? I vicini-non han parlato,molte cose restano oscure e confusse.

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