IL GIALLO DELL'ESTRADIZIONE

Napoli, dalle celle dell’aeroporto di Capodichino alla libertà: colpo di scena per il «trasfertista» Raffaele Bavero

Raffaele Bavero, accusato in Spagna per rapine di orologi di lusso, era nelle celle di sicurezza pronto all'imbarco. Il provvedimento lampo della Corte d'Appello di Napoli cancella l'estradizione e gli restituisce la libertà alla vigilia di Ferragosto
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Napoli – Un copione degno di un thriller giudiziario si è consumato nelle ultime ore tra le mura dell’aeroporto di Napoli-Capodichino. Raffaele Bavero, 35enne napoletano, si trovava già all’interno delle celle di sicurezza dello scalo partenopeo, pronto per essere imbarcato su un volo diretto in Spagna per l’esecuzione finale di un mandato di arresto europeo (MAE).

Ma proprio quando la consegna alle autorità iberiche sembrava ormai inevitabile, si è verificato un clamoroso ed inaspettato colpo di scena.

A pochi minuti dalle procedure d’imbarco, agli agenti della Polizia Penitenziaria ed alle forze dell’ordine preposte al trasferimento è stato notificato un provvedimento urgente: l’ordine di revoca del mandato d’arresto europeo. Nel giro di poche ore, per l’indagato si sono aperte le porte della totale libertà, permettendogli di fare rientro a casa giusto in tempo per festeggiare il Ferragosto insieme a familiari ed amici.

L’inchiesta iberica e la paranza dei trasferisti

La vicenda affonda le sue radici nella scorsa primavera. Il 15 maggio 2026, alle prime luci dell’alba, Bavero era stato fermato con un provvedimento provvisorio nell’ambito di un’operazione internazionale che aveva coinvolto complessivamente cinque persone (con un sesto indagato fermato poco dopo).

Secondo le accuse formulate dalla magistratura spagnola — nello specifico dal Tribunale di Marbella (Plaza n. 4 de la Sección de Instrucción) —, il gruppo avrebbe fatto parte di una nota e strutturata “paranza” di trasferisti napoletani, specializzata in colpi ad alto impatto nelle località turistiche più prestigiose della Costa del Sol.
In particolare, a Bavero veniva contestato un episodio di tentata rapina pluriaggravata avvenuto in territorio spagnolo: un’aggressione culminata con la spinta ed il successivo ruzzolone a terra della vittima, presa di mira per strapparle dal polso un orologio di altissimo valore commerciale.

L’iter giudiziario e le condizioni di consegna

A seguito dell’arresto di maggio, la Corte d’Appello di Napoli aveva convalidato la misura cautelare disponendo gli arresti domiciliari presso l’abitazione nel centro di Napoli. Nel corso dell’audizione, l’indagato — assistito di fiducia dall’avvocato Giuseppe Gallo del Foro di Napoli — si era opposto alla consegna, non prestando il proprio consenso al trasferimento all’estero.

Successivamente, la medesima Corte d’Appello (con sentenza n. 42/2026) aveva accordato l’estradizione subordinandola però alla condizione speciale che, ad esito dell’eventuale processo in Spagna, il 35enne venisse restituito all’Italia per scontarvi la pena. Fino alla giornata di ieri, la misura cautelare erogata in Italia era rimasta attiva ed esclusivamente legata alle finalità della consegna europea.

Il blitz legale e la revoca in estremis

Lo sviluppo decisivo è arrivato dalla Spagna il 7 agosto 2026, allorché la competente Autorità giudiziaria di Marbella, preso atto dello stato del procedimento e del parere espresso dal Ministerio Fiscal, ha disposto di revocare e lasciare privo di qualsiasi effetto l’ordine di detenzione europeo. La comunicazione ufficiale è giunta al Ministero dell’Interno italiano — Servizio SI.RE.NE. — nella giornata del 12 agosto e subito trasmessa alla Corte partenopea.

Nella mattinata di oggi, la Sezione Feriale della Corte d’Appello di Napoli (composta dai magistrati Carbone, Critelli e Iannone), accogliendo l’immediata istanza della Procura Generale, ha emesso l’ordinanza definitiva: applicando per analogia l’articolo 673 del codice di procedura penale, i giudici hanno revocato la sentenza di consegna n. 42/2026 e disposto la contestuale ed immediata liberazione del 35enne, venute meno tutte le esigenze cautelari.

Così, mentre il velivolo era pronto sulla pista di Capodichino per la scorta verso la penisola iberica, la notifica ha bloccato la procedura d’imbarco. Raffaele Bavero è tornato ad essere un uomo del tutto libero, chiudendo un capitolo giudiziario dal finale inaspettato.

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