

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
SALERNO – Il Tribunale di Salerno ha assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» il cardiochirurgo Enrico Coscioni nel processo relativo alla morte di una ragazza di 17 anni deceduta nel 2019 dopo un intervento di plastica della valvola mitralica eseguito all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.
La decisione è stata pronunciata dalla prima sezione penale al termine dell’istruttoria dibattimentale e della discussione delle parti. I giudici hanno ritenuto insussistente il fatto contestato, disponendo il deposito delle motivazioni entro novanta giorni.
Al centro del procedimento vi era il decesso della giovane paziente avvenuto dopo il delicato intervento cardiochirurgico effettuato presso la struttura ospedaliera salernitana. Nel corso del processo, la difesa del medico, rappresentata dall’avvocato Andrea Castaldo, e quella dell’Azienda ospedaliero-universitaria Ruggi d’Aragona, assistita dall’avvocato Agostino De Caro, hanno sostenuto l’assenza di responsabilità penali evidenziando la particolare complessità del quadro clinico e l’imprevedibilità delle complicanze emerse durante l’operazione.
Secondo la tesi difensiva, inoltre, non sarebbe esistita una condotta alternativa concretamente idonea a evitare l’esito fatale che ha colpito la giovane paziente.
«Accogliamo con profondo rispetto la decisione del Tribunale, che restituisce piena dignità professionale al professore Coscioni dopo un processo complesso e doloroso per tutte le parti coinvolte», ha dichiarato l’avvocato Andrea Castaldo dopo la lettura del dispositivo.
Il legale ha poi aggiunto: «L’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” conferma la correttezza della linea difensiva sostenuta sin dall’inizio: non ogni evento avverso, anche quando drammatico, può essere trasformato in responsabilità penale. Attendiamo il deposito delle motivazioni per ogni ulteriore valutazione». Con la sentenza emessa oggi si conclude così il primo grado di una vicenda giudiziaria che ha accompagnato per anni il caso della giovane paziente e che ha visto il Tribunale escludere profili di responsabilità penale a carico del noto cardiochirurgo salernitano.
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