La scia di piombo che sta stringendo Acerra in una morsa di paura non si ferma, arrivando a macchiare persino i giorni di celebrazione per gli 80 anni della Repubblica. Quella di lunedì notte è stata la sesta “stesa” dall’inizio dell’escalation: un raid a colpi di armi automatiche esplosi lungo la strada orientale, a pochissime decine di metri da via Dublino.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Acerra che, secondo le prime indiscrezioni, hanno recuperato almeno tre bossoli. I proiettili sarebbero stati esplosi da un’arma da guerra, verosimilmente una mitraglietta.
Caccia ai bossoli e sospetto inseguimento
Per l’intera mattinata successiva, le forze dell’ordine hanno setacciato palmo a palmo il tratto stradale interessato. L’obiettivo degli investigatori, che mantengono il più stretto riserbo, è recuperare ulteriori elementi balistici. L’ipotesi più accreditata è quella di un violento inseguimento d’auto in pieno centro tra esponenti di due cartelli criminali rivali che si stanno contendendo il territorio.
La polemica: videosorveglianza inefficiente?
Ad Acerra, la videosorveglianza sembra essere prioritatamente finalizzata a sanzionare le auto senza assicurazione o revisione, piuttosto che a fare prevenzione criminale attiva. Una criticità, quest’ultima, che richiede risorse umane sul campo capaci di mappare e presidiare il territorio.
Al momento, l’andamento del controllo del territorio ad Acerra mostra una forte asimmetria: mentre le forze di polizia statali tentano di arginare l’emergenza criminale, la polizia locale appare troppo assorbita dal taccuino delle contravvenzioni elettroniche, lasciando scoperte le dinamiche ben più gravi che minacciano la sicurezza dei cittadini.





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