C’è un filo rosso — anzi, bianco come la polvere che lo alimenta — che attraversa la storia della mafia siciliana e ne ridisegna per sempre il volto: il traffico di eroina. Lo racconta Il contagio, il nuovo libro di Massimiliano Iervolino edito da Marlin Editore (collana Al limite, € 16,90), che sarà presentato giovedì 4 giugno 2026 alle ore 18 presso il Salotto Comunale di Palazzo di Città a Battipaglia (Piazza della Cultura e della Cittadinanza Attiva).
A dialogare con l’autore saranno Enzo Maraio, Assessore al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale della Regione Campania, e la giornalista Laura Naimoli.
Il volume ricostruisce un percorso lungo oltre trent’anni: dall’incontro storico all’Hotel delle Palme di Palermo nel 1957 — quando la mafia americana e quella siciliana sancirono la loro alleanza nel narcotraffico — fino alle bombe di Capaci e via D’Amelio, passando per le raffinerie clandestine, il ruolo di Lucky Luciano e la rete globale dello spaccio internazionale.
È in questo arco temporale che Cosa Nostra cessa di essere la «mafia contadina» del dopoguerra e si trasforma in una macchina criminale sistemica e stragista, guidata dai corleonesi — Riina, Provenzano, Bagarella — e dalla loro cultura della sopraffazione senza mediazioni.
Iervolino, già Segretario di Radicali Italiani dal 2019 al 2024 e consulente della Commissione parlamentare sulle ecomafie, porta in questo saggio la stessa cifra documentale che ha caratterizzato le sue opere precedenti su rifiuti, criminalità politica e malgoverno. Il contagio non è però solo cronaca di sangue: è, nelle parole dell’autore, «la chiave per capire il presente».
L’ingresso all’evento è libero fino a esaurimento posti.






Mi pare un articolo interessante, ma non troppo perfetto; ci sono pochecose che mi han dato perplessità. L’autore han scritto frasi corte e frammentate, inoltre la analisi pareva frettolosaa e manca di esempi pr4tici e dati concretti. In alcuni punti i termnj usati son difficili da capirre.