Scoperta carrozzeria completamente abusiva nel Casertano: sequestrato capannone

Il contrasto all’illegalità produttiva e ai crimini contro l’ecosistema mette a segno un importante colpo nella provincia casertana. Nel corso della mattinata, all’interno del territorio comunale di Liberi, i Carabinieri hanno fatto irruzione in un’officina di autocarrozzeria completamente abusiva, allestita in spregio a qualunque norma all’interno di un capannone di circa cento metri quadrati situato a ridosso di un’abitazione privata. L’operazione è scattata nell’ambito di un servizio mirato alla tutela dell’ambiente, condotto con determinazione dai militari della Stazione Carabinieri di Formicola insieme al supporto specialistico dei colleghi del locale Nucleo Carabinieri Forestale.

Le indagini e i primi appostamenti erano scattati già nella tarda serata precedente, consentendo agli investigatori di monitorare i movimenti sospetti attorno alla struttura. Quando i militari hanno deciso di far scattare il blitz, hanno sorpreso il titolare dell’attività proprio mentre era impegnato a effettuare lavori di riverniciatura su un’autovettura posizionata al centro del locale. Gli accertamenti burocratici avviati immediatamente sul posto hanno confermato i sospetti dei Carabinieri, svelando che l’intera carrozzeria era totalmente priva delle necessarie autorizzazioni amministrative e dei visti ambientali previsti dalla severa normativa vigente.

La posizione del responsabile della struttura è apparsa subito estremamente seria agli occhi degli inquirenti. Al termine delle verifiche di rito, l’uomo, un quarantottenne residente proprio nel comune dell’Alto Casertano, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica. Sul capo dell’indagato pendono accuse pesantissime che vanno dalla totale mancanza di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali alla mancanza di autorizzazione per le emissioni nocive in atmosfera, fino all’attività di gestione e stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi non autorizzata.

L’intervento dei Carabinieri si è concluso con un maxi sequestro preventivo per impedire la prosecuzione dell’attività illecita. I sigilli dell’autorità giudiziaria sono scattati per l’intero capannone da cento metri quadrati, per tutte le costose attrezzature professionali utilizzate per la lavorazione dei veicoli e per i numerosi fusti di materiali chimici e solventi rinvenuti all’interno della struttura. Sotto sequestro giudiziario è finita anche la stessa autovettura sulla quale il denunciato stava effettuando le lavorazioni al momento del blitz. Questa operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di perquisizioni e controlli pianificato dall’Arma per stroncare i reati ambientali che minacciano la salute pubblica e la sicurezza dei lavoratori del territorio.

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Vincenzo Scarpa

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