Napoli, ancora violenza in ospedale: Oss aggredito al Vecchio Pellegrini durante il triage

Un familiare di una paziente avrebbe colpito l'operatore con violenti schiaffi prima di fuggire. Prognosi di 30 giorni. L'associazione "Nessuno Tocchi Ippocrate" denuncia un clima ormai insostenibile nei pronto soccorso
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L’ennesima aggressione ai danni di un operatore sanitario riaccende i riflettori sull’emergenza sicurezza negli ospedali campani. L’ultimo episodio si è verificato al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove un operatore socio-sanitario è stato aggredito mentre era impegnato nelle attività di accoglienza al triage.

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L’aggressione durante l’accoglienza della paziente

Secondo quanto riferito dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”, l’operatore si era avvicinato a un’autovettura per prestare assistenza a una donna che, secondo i familiari, era stata colta da una presunta crisi epilettica. Gli accompagnatori avrebbero inoltre manifestato forte irritazione per il mancato arrivo dell’ambulanza del 118.

Proprio durante le fasi di accoglienza, il familiare della paziente sarebbe improvvisamente sceso dall’auto e avrebbe colpito l’operatore con diversi schiaffi, per poi allontanarsi rapidamente facendo perdere le proprie tracce.

Trenta giorni di prognosi

L’operatore socio-sanitario ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni, andando ad aggiungersi al lungo elenco di medici, infermieri e operatori sanitari vittime di aggressioni durante il servizio.

L’episodio rappresenta l’ennesimo segnale di una situazione sempre più critica nei pronto soccorso, dove il personale è chiamato a operare quotidianamente in condizioni di forte pressione.

L’allarme di “Nessuno Tocchi Ippocrate”

L’associazione, da anni impegnata nel monitoraggio delle aggressioni al personale sanitario, denuncia un clima definito ormai “insostenibile”.

«I colleghi sono esausti – sottolinea l’associazione – e sono costretti ogni giorno a lavorare tra carenze organizzative, tensioni continue e il costante rischio di subire aggressioni».

A destare particolare preoccupazione è anche la questione della sicurezza interna della struttura. Secondo quanto riferito, il presidio di polizia presente nell’ospedale non sarebbe sempre operativo o immediatamente disponibile in caso di emergenza, una criticità che, secondo l’associazione, espone ulteriormente gli operatori sanitari a situazioni di pericolo.

L’episodio riapre così il dibattito sulla necessità di rafforzare le misure di tutela nei pronto soccorso, dove il fenomeno delle aggressioni continua a rappresentare una delle principali emergenze per il personale impegnato in prima linea.

FAQ

Domande frequenti sulla sicurezza negli ospedali

Ecco alcune domande comuni riguardanti la sicurezza degli operatori sanitari negli ospedali, in particolare in relazione agli episodi di aggressione.

Quali sono le cause principali delle aggressioni agli operatori sanitari?

Le aggressioni sono spesso causate da frustrazioni legate a lunghe attese, mancanza di comunicazione e stress emotivo dei familiari.

Cosa sta facendo l'associazione 'Nessuno Tocchi Ippocrate'?

L'associazione monitora le aggressioni e denuncia il clima di insicurezza, chiedendo misure di protezione per il personale.

Qual è la situazione della sicurezza nei pronto soccorso?

La sicurezza è spesso compromessa da carenze organizzative e dalla mancanza di presidi di polizia sempre operativi.

Quali sono le conseguenze per gli operatori aggrediti?

Gli operatori possono subire lesioni fisiche e psicologiche, con prognosi variabili a seconda della gravità dell'aggressione.

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