Il futuro del club

De Laurentiis: «I cicli finiscono, ma il Napoli resterà competitivo»

Il patron azzurro annuncia l’avvio della ricerca del nuovo allenatore: “Abbiamo un budget da rispettare”. Poi attacca sul tema stadio e punge il sindaco Manfredi
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Aurelio De Laurentiis rompe il silenzio e prepara il terreno per il dopo-Conte. Al termine della sfida tra SSC Napoli e Udinese Calcio, valida per l’ultima giornata di campionato, il presidente azzurro ha affrontato senza giri di parole il tema del futuro tecnico e societario del club, parlando di fine dei cicli, sostenibilità economica e progetti infrastrutturali.

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“Un mese fa Conte mi ha chiesto di incontrarci e mi ha detto che i cicli finiscono”, ha spiegato De Laurentiis, lasciando intendere come la separazione dall’allenatore sia ormai imminente. Il patron ha però voluto ribadire la linea economica del club: “Il Napoli non può essere il Barcellona, il Real Madrid o una delle grandi squadre inglesi. Abbiamo un budget da rispettare”.

“La Serie A ha perso competitività”

Nel corso della conferenza stampa, De Laurentiis ha allargato il discorso allo stato del calcio italiano, evidenziando il divario crescente con la Premier League.

Secondo il presidente azzurro, la Serie A vive ormai una netta spaccatura: “In Italia c’è un campionato nella parte sinistra della classifica e uno per la retrocessione nella parte destra”. Un sistema che, a suo dire, penalizza la competitività generale del torneo.

“In Inghilterra investono tutti, anche i club più piccoli, e questo alza il livello del campionato”, ha aggiunto, sottolineando anche le difficoltà legate alla governance federale e ai rapporti con i procuratori.

Il futuro: “Presto il nuovo allenatore”

De Laurentiis ha confermato che il club si muoverà a breve per individuare il nuovo tecnico: “Tra qualche giorno ci attiveremo per il nuovo allenatore”. Nessun nome, ma una rassicurazione ai tifosi: “La squadra resterà competitiva”.
Il presidente ha inoltre lasciato intendere che parte dell’attuale rosa potrebbe valorizzarsi con un sistema di gioco differente rispetto a quello adottato da Conte: “Abbiamo tanti rientri che probabilmente con il gioco contiano avevano dei limiti, ma con altri allenatori potrebbero andare benissimo”.

Il retroscena sul fondo americano

Nel suo intervento, il patron azzurro ha affrontato anche il tema della possibile cessione del club, rivelando retroscena sulle offerte ricevute negli ultimi anni.

“Gli americani arrivarono già nel 2017 e dissi no. Nel 2021 mi offrirono 3,5 miliardi per prendere il Napoli e la Filmauro”, ha raccontato De Laurentiis, spiegando però di non considerare il denaro l’aspetto decisivo.
“Il problema è capire se un successore può gestire questa impresa con il cuore e con amore”, ha sottolineato, ribadendo il forte legame personale con il club e con la città.

L’affondo sullo stadio e il sindaco

Durissimo, infine, il passaggio dedicato al tema stadio e ai rapporti con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
“Ancora oggi ho lo stadio solo il giorno prima, quello della partita e il giorno dopo. È ridicolo”, ha attaccato De Laurentiis, lamentando gli ostacoli burocratici incontrati negli anni.

Il presidente ha poi rilanciato il progetto per un nuovo impianto: “Ho trovato un terreno di 38 ettari, dove c’è la Q8. Se il sindaco non si mette di traverso, tra due anni costruisco uno stadio da 70 mila posti”.

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