LA DECISIONE

Omicidio Ascione, resta in carcere il minore indagato. Domani l’udienza per il presunto autore del delitto

Il Tribunale per i Minorenni non convalida il fermo ma conferma la misura cautelare per la gravità dei reati contestati. Cresce l’attesa per l’interrogatorio di Francesco Pio Autiero, accusato di omicidio volontario.
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Napoli – Resta alta l’attenzione degli inquirenti sulla tragica vicenda che, lo scorso 7 aprile, ha portato alla prematura scomparsa del ventenne Fabio Ascione nella zona delle Case di Topolino a Ponticelli.

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Nelle ultime ore, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli ha sciolto la riserva sulla posizione del diciassettenne coinvolto nei fatti. Nonostante la mancata convalida del fermo d’iniziativa, il magistrato ha disposto per il giovane la misura cautelare della custodia in carcere. La decisione è maturata a fronte della gravità delle contestazioni: pubblica intimidazione con l’uso di armi e detenzione illegale di armi da fuoco.

Il minore, K.V. che compirà 18 anni tra due settimane, assistito dai legali Antonio Rizzo e Giovanni Nappo, ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante l’udienza, apparendo visibilmente provato per la perdita dell’amico. La difesa ha sostenuto la tesi della fatalità, confermando la dinamica di un colpo che sarebbe stato esploso accidentalmente nel corso del concitato scontro.

La ricostruzione della Procura e della DDA si concentra però anche sulla figura di Francesco Pio Autiero, 23 anni, indicato dagli inquirenti come soggetto contiguo al clan De Micco di Ponticelli. È lui il destinatario dell’accusa più grave: omicidio volontario. Secondo l’ipotesi accusatoria, il colpo che ha raggiunto Ascione all’alba del 7 aprile sarebbe maturato in un contesto di gravi tensioni tra gruppi rivali.

L’attenzione si sposta ora sulla giornata di domani, quando Autiero — difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Simone Grossi — comparirà davanti al GIP De Angelis per l’udienza di convalida. Oltre alla contestazione di omicidio, il ventitreenne dovrà rispondere di porto d’armi e pubblica intimidazione aggravata.

L’intero procedimento cerca di fare piena luce su una notte di violenza che ha scosso la comunità locale, nel tentativo di distinguere le responsabilità individuali in quella che, finora, appare come una drammatica escalation di un confronto armato sul territorio.

In breve

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Commenti (1)

La storia e’tristissima,confusa e piena di buchi;non capisco come le cose si siano svolte, i giovani stann male,le famiglie devastate. I magistrati dovrebber lavorare con calma ma anche con forza,senza fretta; servono prove solide e testimioninoncontraddittori per capire la verita

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