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L’intervento, disposto dal Gip di Roma su richiesta della Procura della Capitale, ha portato al blocco di asset per complessivi 55 milioni di euro. I finanzieri baresi hanno agito nell’ambito di un’indagine coordinata a livello internazionale, con il supporto di Eurojust.
Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati avrebbero prodotto dichiarazioni e documentazione non veritiere al GSE per attestare l’entrata in esercizio di tre grandi impianti fotovoltaici in provincia di Caserta in una data anteriore alla scadenza prevista dalla normativa del decreto ministeriale 5 maggio 2011. In questo modo avrebbero ottenuto incentivi statali non dovuti legati alla produzione di energia elettrica da fonte solare. Il contesto dell’inchiesta
L’indagine è partita da una denuncia presentata a Bari da un appaltatore della società milanese. La competenza territoriale è rimasta ai finanzieri pugliesi, mentre il coordinamento è stato assunto dalla Procura di Roma per la natura transnazionale della vicenda, con il coinvolgimento della società olandese controllante.
Nel mirino sono finiti quattro persone fisiche e due società: quella con sede a Milano e la controllante con sede nei Paesi Bassi. Al momento si tratta di ipotesi di reato – indebita percezione di erogazioni pubbliche – sulle quali le indagini proseguono.
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