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Demolita la «fattoria Marecoccola» a Sorrento: costruttore esegue l’ordine in autodemolizione

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Rosaria Federico

Nell’ambito della continua attività di contrasto all’abusivismo edilizio – priorità dichiarata della Procura della Repubblica – è stata eseguita la demolizione di un complesso immobiliare abusivo situato a Sorrento, in via Malacoccola n.10. La struttura, denominata “fattoria Marecoccola Sorrento”, era adibita a uso residenziale e ricettivo, sorgendo nelle immediate vicinanze dell’oasi del WWF.

Un volume complessivo di 5.722 metri cubi

Le opere abbattute includevano quattro fabbricati abusivi, di cui alcuni sviluppati su tre livelli, utilizzati come depositi, sale ristorazione, cucine, servizi igienici e unità residenziali. Presenti anche una scalinata esterna, una pergola in pali di castagno e un’area coperta attrezzata con tavoli, sedie e forno.

Tra i manufatti demoliti figurava inoltre una piscina a sfioro di 12,10 x 5,60 metri, con profondità variabile tra 1,30 e 2,20 metri, circondata da pavimentazione in pietra arenaria e completata da un locale tecnico. È stata rimossa anche una strada carrabile che attraversava il terreno, realizzata in calcestruzzo, conglomerato bituminoso e pietra locale, nonché un’area parcheggio in brecciolino.

Territorio sotto tutela: i vincoli ambientali

L’area su cui insistevano gli abusi è soggetta a molteplici tutele: zona sismica, vincolo paesaggistico-ambientale (D.Lgs. 42/2004), vincolo idrogeologico (R.D. 3267/1923 e L.R. 11/1996), zona omogenea F2 del P.U.C. (Parchi Territoriali), zona 8 del P.U.T. e il sito di interesse comunitario “Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano” (S.I.C. IT80300006).

Demolizione come strumento di prevenzione e repressione

Secondo quanto sottolineato dall’autorità giudiziaria, l’esecuzione delle demolizioni rappresenta uno strumento insostituibile per la tutela del territorio: in chiave repressiva, ripristina le condizioni ambientali violate; in chiave preventiva, esercita un’efficace azione dissuasiva verso futuri illeciti. Nel caso specifico, si è data esecuzione a una sentenza di condanna risalente all’anno 2010.

Autodemolizione: un modello virtuoso

Grazie alla costante attività di sensibilizzazione condotta dalla Procura, la demolizione è stata realizzata direttamente dal proprietario dei manufatti in regime di autodemolizione. In questo modo, non si sono resi necessari anticipi di spesa da parte del Comune di Sorrento né interventi della Cassa Depositi e Prestiti, confermando l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e cittadini per la legalità ambientale.

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Rosaria Federico

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