Al Teatro CortéSe

Brancaccio e Esposito, un «Otello… ma non troppo» fra condomini e mobili rubati





Sabato 2 e domenica 3 maggio va in scena la commedia di Gino Cogliandro riadattata da Mario Brancaccio. Sogni di gloria, miserie quotidiane e uno Shakespeare travolto dalla comicità surreale partenopea
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Uno scrittore povero, convinto di custodire il genio dei grandi autori, e un portiere di palazzo che, fingendosi amico, gli svuota casa un pezzo alla volta: è il cuore di “Otello… ma non troppo”, la commedia che Mario Brancaccio e Simona Esposito portano in scena al Teatro CortéSe sabato 2 maggio (ore 21) e domenica 3 maggio (ore 18).

Quando la disperazione sembra non lasciare scampo, l’improvvisato drammaturgo lancia l’idea più folle: mettere in piedi il suo testo arruolando alcuni improbabili condomini. L’eco shakespeariana di un “Otello” scalcagnato precipita così nella goffaggine di interpreti capaci di confondere il dramma con la caricatura, regalando al pubblico una girandola di equivoci e risate agrodolci.

Lo spettacolo, che attinge alla tradizione più autentica della comicità napoletana, è firmato da Gino Cogliandro e riadattato dallo stesso Brancaccio, che firma anche la regia. Sul palco, insieme a Brancaccio ed Esposito, recitano Peppe Carosella, Patrizio Pipola e Roberta Esposito, interpreti di una galleria di personaggi grotteschi in cui la fame di riscatto e le piccole miserie umane diventano specchio di un irresistibile teatro dell’assurdo quotidiano.

In breve

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Commenti (1)

Mi pareva una cosa strana ma interresante. Lo scrittore povero che si cred’esse un genio e il portier che finge amigo e piano piano gli svuota la casa a pezz’i, non lo sosempre ho capito il tono della mess’a. Alcune battute fanno ridere e atre paiono troppo forzatte, nel complesso resta un idea che potria funzionare ma non sempra armonico.

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