Napoli, svolta a Palazzo San Giacomo: il Consiglio Comunale riscrive lo Statuto

Napoli – Dopo oltre trent’anni, Napoli si dà uno Statuto comunale completamente rinnovato. Il Consiglio di Palazzo San Giacomo ha approvato ieri la riforma della carta fondamentale della città, risalente al 1991 e ritenuta ormai “superata dalla realtà cittadina e dall’idea di Napoli che vogliamo costruire”.

Nuovi diritti e principi

A illustrare i contenuti del provvedimento sono stati la presidente del Consiglio comunale, Enza Amato, e il presidente della commissione Statuto, Sergio D’Angelo. Secondo i due esponenti, il nuovo testo “mette al centro la persona, i suoi diritti e la sua dignità”.

Per la prima volta, beni comuni, diritto all’acqua, diritto al cibo e parità di genere non vengono solo riconosciuti come diritti universali, ma diventano “indirizzi politici che orientano e vincolano l’azione amministrativa”.

Più autonomia ai territori

Uno dei pilastri della riforma è il rafforzamento del ruolo delle Municipalità. Lo Statuto riconosce la complessità di un territorio caratterizzato da aree profondamente eterogenee, introducendo criteri oggettivi per una distribuzione più equa delle risorse in base alla popolazione residente e regole più chiare per la governance locale.

Partecipazione e voto ai sedicenni

Il testo approvato punta ad ampliare gli strumenti di democrazia diretta. Viene istituito un sistema referendario articolato (consultivo, di indirizzo e di iniziativa popolare) con un quorum fissato al 30 per cento.

Tra le novità più rilevanti spicca l’estensione del diritto di voto ai sedicenni. Il bilancio partecipativo, inoltre, diventa uno strumento ordinario di governo, abbandonando il carattere occasionale che aveva in passato.

Memoria storica e apertura

La riforma non dimentica l’identità civile della città: il 27 settembre viene ufficialmente riconosciuto come anniversario delle Quattro Giornate, e nel testo sono richiamati il Manifesto di Ventotene e il contributo di Napoli all’antifascismo. Sul fronte dell’inclusività, la promozione della cittadinanza onoraria per ius soli è stata definita dai due presidenti “una scelta di civiltà”.

“Napoli – hanno concluso Amato e D’Angelo – dimostra ancora una volta di saper guardare avanti, fedele alla sua vocazione di città aperta, mediterranea, capace di anticipare temi che a livello nazionale restano ancora irrisolti”. Il lavoro, avviato fin dal primo anno di consiliatura con l’istituzione di una commissione speciale, è stato il frutto di un confronto tra le forze politiche in Aula.

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A. Carlino

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