

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Le indagini sul devastante incendio che due giorni fa ha ridotto in cenere il teatro Sannazaro, nel cuore del quartiere Chiaia, si avvalgono anche della tecnologia. La Procura di Napoli ha disposto l’utilizzo di un drone per ispezionare dall’alto la struttura sinistrata e raccogliere elementi utili a ricostruire la dinamica del rogo.
A coordinare le indagini sono il sostituto procuratore Mario Canale e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, in attesa delle relazioni della polizia giudiziaria — Commissariato San Ferdinando, UPG della Questura e Vigili del Fuoco — che dovranno chiarire l’origine delle fiamme. Tra le ipotesi sul tavolo anche quella di un corto circuito come causa scatenante del disastro.
Per ora il fascicolo è aperto per incendio colposo contro ignoti: gli inquirenti non escludono alcuna pista e procedono, come si dice in gergo, «a 360 gradi». Il teatro resta sotto sequestro, così come alcuni appartamenti adiacenti, per i quali sono ancora in corso accertamenti sulla agibilità degli edifici coinvolti dal sinistro.
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