

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Napoli– Il 25 febbraio 2026 Napoli rinnova il proprio omaggio a John Lennon e George Harrison con la rinascita del viale pedonale a loro intitolato nel Parco Marco Mascagna, nel quartiere Vomero-Arenella. Da martedì sarà visibile la nuova targa artistica che sostituisce quella distrutta nei mesi scorsi dall’ennesimo atto vandalico – il quarto in meno di trent’anni – trasformando lo sdegno cittadino in un’azione collettiva di riqualificazione urbana.
La data scelta coincide con l’83° anniversario della nascita di Harrison, rafforzando il valore simbolico di un luogo che resta unico al mondo: l’unico viale dedicato congiuntamente ai due musicisti scomparsi dei Beatles.
A firmare la nuova opera è l’artista-attivista Ruben D’Agostino, da anni impegnato contro il degrado urbano. La targa supera la funzione toponomastica e diventa intervento artistico: Lennon e Harrison sono raffigurati mentre attraversano le strisce pedonali in una citazione della celebre copertina di Abbey Road, ma immersi negli scorci del Parco Mascagna.
«Ho voluto creare un ponte ideale tra Liverpool, Londra e Napoli – spiega D’Agostino –. Citare Abbey Road significa toccare il cuore della cultura pop mondiale; portare John e George al Vomero è un atto di riappropriazione degli spazi comuni. Quando il degrado prova a cancellare la bellezza, rispondiamo con l’arte».
Il viale nasce nel 1995 da un’idea del giornalista e biografo dei Beatles Michelangelo Iossa. Una petizione internazionale e il sostegno dei fan club portarono, nel marzo 1998, all’inaugurazione del Viale John Lennon: primo spazio pedonale al mondo dedicato al fondatore della band.
Dopo la morte di Harrison (2001), l’associazione Favola Rock promosse la co-intitolazione che trasformò il sito nell’attuale Viale John Lennon e George Harrison, primato mondiale tuttora riconosciuto.
La nuova targa di D’Agostino sarà visibile dal 25 febbraio, restituendo identità e respiro internazionale a uno degli snodi pedonali più frequentati della Municipalità Vomero-Arenella. Un intervento nato dal basso che conferma la vocazione culturale di Napoli e la capacità della città di difendere la memoria attraverso l’arte pubblica.
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