Gigliano– Uno scenario apocalittico che evoca territori devastati dai conflitti bellici, ma che si consuma nel cuore della Campania. Via Carrafiello, a Giugliano, si conferma il “buco nero” della dignità umana: un ghetto dove circa 450 persone, tra cui oltre 200 bambini, sopravvivono in condizioni di segregazione estrema.
Le ultime immagini giunte al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, restituiscono la fotografia di un fallimento sociale senza precedenti: baracche circondate da montagne di rifiuti speciali, assenza totale di servizi igienici, acqua potabile e corrente elettrica.
Un sistema al collasso tra illegalità e abbandono
Non si tratta di una crisi passeggera, ma di un’emergenza strutturale che vede la Città Metropolitana di Napoli maglia nera a livello nazionale. Secondo il rapporto “Figli dell’abbandono”, l’area ospita quasi il quadruplo della media nazionale di popolazione rom, con Giugliano epicentro di questa ondata di disperazione.
Qui, la mancanza di una strategia politica a lungo termine ha lasciato campo libero alle infiltrazioni della criminalità organizzata, che trasforma gli insediamenti in hub per il traffico illecito di rifiuti e il business dei roghi tossici.
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Il monito dell’Europa e la linea della fermezza
Il caso è ormai internazionale: nel luglio 2025, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha bacchettato duramente l’Italia, intimando misure urgenti e condannando la pratica degli sgomberi forzati privi di alternative dignitose.
Una pressione che si scontra con una realtà locale esasperata. Per Francesco Emilio Borrelli, la soluzione non può più passare per palliativi: “Via Carrafiello è un insulto alla legalità. Ogni bonifica parziale si rivela inutile dopo poche settimane”.
L’insediamento di via Carrafiello rappresenta una zona franca dove il diritto alla salute è un miraggio. La convivenza con i quartieri limitrofi è ormai ai minimi termini, lacerata dalle conseguenze ambientali dei roghi e dai rischi sanitari.
Borrelli chiama in causa direttamente Governo e Prefettura: “Serve un coordinamento superiore. Bisogna radere al suolo le baraccopoli e, contemporaneamente, sottrarre i bambini a questo destino di fango e veleni. Solo spezzando il ciclo dell’illegalità potremo restituire sicurezza ai cittadini e dignità a chi è prigioniero di questi non-luoghi”.
Fonte REDAZIONE





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