Salerno, il sindaco Napoli lascia: addio anticipato e corsa verso le nuove elezioni

Le dimissioni del sindaco Enzo Napoli aprono la strada al ritorno di Vincenzo De Luca e a una nuova competizione elettorale tra primavera ed estate. Polemiche e accuse di “pilotaggio” politico già in campo.
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Le dimissioni anticipate di Enzo Napoli da sindaco di Salerno segnano un cambio di rotta nella politica locale, con ripercussioni che potrebbero riscrivere gli equilibri tra i partiti e sollevare interrogativi sulla vera autonomia dei rappresentanti eletti.

Salerno – Enzo Napoli ha formalizzato le dimissioni da sindaco di Salerno, chiudendo anticipatamente il suo secondo mandato consecutivo. L’atto è stato protocollato nella mattinata e, trascorsi i venti giorni previsti dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), l’addio sarà irrevocabile. Il Comune sarà guidato da un commissario prefettizio fino alle elezioni comunali, previste tra la primavera e l’estate.

Napoli, rieletto il 3 ottobre 2021, aveva anticipato la decisione agli assessori prima di partecipare al consiglio provinciale di insediamento dell’assise rinnovata lo scorso 11 gennaio. La sua uscita, attesa da settimane, apre la strada al possibile ritorno di Vincenzo De Luca, già sindaco della città e figura di riferimento del centrosinistra campano.

De Luca torna protagonista

Il nome di De Luca torna con insistenza tra i possibili candidati alla guida del Comune di Salerno. Ex presidente della Regione Campania e già sindaco in passato, De Luca è visto come il volto forte del centrosinistra, capace di ricucire gli equilibri locali e nazionali.

Sul fronte opposto, il centrodestra dovrà decidere se puntare su un candidato di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia o Noi Moderati, con la possibilità di lanciare un nome di peso della coalizione. Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra restano in attesa di definire la propria strategia.

Critiche e accuse di “pilotaggio”

La vicenda ha già acceso polemiche politiche. Il deputato salernitano di Forza Italia Pino Bicchielli, viceresponsabile nazionale Enti locali del partito, ha espresso dure critiche: “L’ipotesi di dimissioni per aprire la strada a elezioni anticipate e al ritorno di De Luca pone un tema gravissimo che va oltre i nomi: riguarda l’idea di istituzioni che si sta affermando”.

Secondo Bicchielli, “Salerno non può essere trattata come una casella da liberare dentro una filiera di comando. Un sindaco non è un delegato di partito, ma un rappresentante eletto dai cittadini. In assenza di una mozione di sfiducia, un’uscita di scena pilotata manda un messaggio devastante: il voto popolare vale meno delle decisioni del capo”.

Il parlamentare chiede agli organi competenti di verificare le circostanze e di accertare l’eventuale esistenza di pressioni esterne, auspicando l’intervento delle forze politiche nazionali e dell’Anci con il presidente Gaetano Manfredi. “L’autonomia dei sindaci e dei Comuni è un principio da difendere sempre, soprattutto quando sono in gioco i diritti dei cittadini e la libertà di un mandato popolare. Il caso Salerno rischia di diventare un grave precedente per tutta l’Italia”.


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