«Gomorra – Le origini», Antonio Buono: «Vi racconto il mio Mimì»

Il 34enne napoletano è uno dei protagonisti del prequel della fortunata serie Tv di Sky
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Classe ’92, napoletano di origine, è Antonio Buono a prestare il volto di Mimì, affiliato del clan Villa, nel fortunato ed atteso prequel “Gomorra – Le origini”, dimostrando di essere una scoperta nonché una promessa nel panorama attoriale italiano.

La serie, per la regia di Marco D’Amore e di Francesco Ghiaccio, lanciata in esclusiva in data 9 gennaio su Sky e in streaming sulla piattaforma Now, è ambientata nella Napoli degli anni ’70 e narra l’ascesa al potere criminale di don Pietro Savastano, volto fondamentale di “Gomorra – La serie”, tratta dall’omonimo libro di Roberto Saviano.

L’attore partenopeo ha raccontato alle nostre pagine com’è nata l’opportunità di prendere parte alla serie, come si sono svolti i casting e come hai reagito quando ha ricevuto la notizia ufficiale di essere stato ingaggiato nel cast artistico: “Ero ancora studente in accademia quando sono stato convocato per partecipare al casting di Gomorra- Le Origini. In quell’occasione ho conosciuto anche Alessia Foraggio, assistente casting di Davide Zurolo. Premetto che Davide, Alessia ed Egidio Giordano hanno fatto un lavoro fenomenale: senza di loro, io non sarei qui a raccontare tutto ciò – ha spiegato – Alessia mi disse di presentarmi davanti alla camera e mi chiese di recitare un monologo in napoletano.

In un certo senso fu una sorpresa, perché nessuno sapeva che bisognava recitare un brano, tutti pensavano che fosse solo una video presentazione ma io che sono maniacale sullo studio, mi ero fortunatamente preparato due monologhi, uno in italiano e uno in dialetto napoletano. A quanto pare, andai bene perché, dopo un mese fui chiamato ad un call back e da quel momento è iniziato il mio percorso di provini. Da luglio fino a dicembre 2024 ho fatto 7/8 provini.

È stato un periodo davvero intenso, pieno di emozioni, faccio fatica a spiegare ancora tutto ciò che ho provato: so solo che è stato meraviglioso – ed ha continuato – Mi hanno convocato per un incontro, dicendomi che sarebbe stata l’ennesima prova costume e quando entrai nell’ufficio c’erano credo più di dieci persone sedute ad un tavolo, i due registi, gli assistenti alla regia, i casting directors e una parte delle produzioni. Allora mi hanno confermato che ero stato scelto: è stato il momento più bello di tutta la mia vita. Piansi come un bambino nel camerino della prova costume, ricordo che Francesco Pellegrino entrò nel camerino e ci abbracciammo fortissimo. Ho provato un mix di emozioni che ancora oggi non so ancora spiegare”.

Di seguito, ha lasciato trapelare alcuni retroscena riguardanti la preparazione del suo personaggio, spiegando come ha lavorato a braccio con i registi e come ha affrontato l’esperienza del set con i suoi colleghi: “Il mio personaggio ha richiesto tanta preparazione e tanto lavoro introspettivo.

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Commenti (1)

L’artiolo è molto interessante e racconta bene la storia di Antonio Buono, ma ci sono alcune parti che sono poco chiare. Per esempio, non si capisce bene come ha preparato il suo personaggio e quali sono le sfide che ha affrontato. Comunque, mi piace vedere giovani talenti emergere in questo settore.

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