

La bara ritrovata a Casandrino
Casandrino – L’orrore non è in una periferia nascosta, ma in piena città. A Casandrino, cuore della Terra dei Fuochi, l’emergenza rifiuti tocca un nuovo, macabro apice. In un terreno a ridosso del trafficatissimo Asse Mediano, accanto a un edificio abusivo, è stata scoperta una discarica clandestina che funziona come un vero e proprio inceneritore illegale.
Ma è il ritrovamento di ieri a gelare il sangue: tra montagne di rottami e rifiuti pericolosi, sono state scoperte delle bare.
Una scoperta che trasforma un crimine ambientale in una potente e sinistra intimidazione. Il fetore di plastica e gomme bruciate si mescola all’odore della terra smossa, in un ciclo criminale che avvelena l’aria, il terreno e, ormai è chiaro, la stessa coscienza civile.
A riportare i riflettori sullo scempio, ieri 19 novembre, il nuovo sopralluogo del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e dell’esponente di Europa Verde Carlo Ceparano, già autori di una prima denuncia al Prefetto. A distanza di settimane, nonostante gli interventi della Polizia Locale, lo scenario non è migliorato. Anzi, si è arricchito di questo inquietante dettaglio funerario.
“Quello che abbiamo visto è la conferma di un crimine ambientale di fattura camorristica”, attaccano senza giri di parole Borrelli e Ceparano. Le loro dita indicano il terreno devastato: “Chi parla di ‘economia del povero’ mente. Dietro questo sversamento e questi roghi ci sono sistemi criminali che lucrano sulla salute della comunità.
Loro guadagnano, e la gente qui si ammala di tumore. E quel tumore, troppo spesso, finisce direttamente sulle nostre tavole: proprio in questo terreno, dove fino a poco tempo fa erano sepolti rifiuti tossici, oggi crescono delle colture.”
Le bare, in questo contesto, potrebbero essere il simbolo di una morte annunciata o un messaggio per chi osa denunciare. Un’esplicita sfida alle istituzioni e un monito per una popolazione già stremata.
Il grido d’allarme dei due politici green si trasforma in un appello alla mobilitazione e in una durissima stoccata al Governo. “Dobbiamo ribellarci, tutti”, concludono con forza. “Non si può più essere indifferenti. E ci chiediamo: per il centrodestra, il condono è davvero la panacea di tutti i mali?
Di fronte a questo orrore, cosa c’è da condonare? Di decreti salva-criminali questo Paese ne ha già visti troppi. Forse è ora di smetterla di perdonare e iniziare a bonificare, seriamente. È ora che vinca la giustizia, non loschi affari che uccidono il territorio e i suoi abitanti.”
La palla ora passa alle procure e al Governo, chiamati a rispondere non solo con le parole, ma con fatti che restituiscano dignità e sicurezza a una terra troppo a lungo sacrificata.
Ferrero cerca un Manutentore Meccatronico per lo stabilimento di Caivano (NA). Contratto a tempo indeterminato… Leggi tutto
Il cortisolo non rafforza ogni ricordo: può concentrare l’attenzione sugli eventi emotivi e modificarne la… Leggi tutto
Un gradino alto un atomo potrebbe orientare il moto dei vortici nei superconduttori. Ecco il… Leggi tutto
Nuovi dati suggeriscono che il cervello anestetizzato possa analizzare parole e contesto, ma elaborazione inconscia… Leggi tutto
Una strategia sperimentale usa cellule immunitarie immature per produrre nel tempo difese contro i tumori.… Leggi tutto
Federico II di Napoli apre cinque concorsi pubblici per 9 posti a tempo indeterminato; candidature… Leggi tutto