Camorra, la pace del Lotto G: il patto tra Cancello e Angrisano che cambiò Scampia

I malumori interni alla cosca della Vanella Grassi per la tregua-accordo tra gli Angrisano e i fratelli Cancello
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Il modello Scampia

Le dichiarazioni di Rafaniello confermano un dato che gli investigatori conoscono da anni: gli Amato-Pagano hanno trasformato Scampia in un modello di gestione criminale.
Non più un’occupazione caotica del territorio, ma un controllo “aziendale” delle piazze, dove tutto — dal prezzo della cocaina alla paga dei pusher — è regolato da norme ferree.

Cifariello rappresentava questo nuovo modo di intendere il potere. Non un killer, ma un manager del narcotraffico. Uno che sapeva trattare con i fornitori, gestire i turni, far arrivare la merce e, soprattutto, mantenere la pace.

Perché in un quartiere dove ogni notte si possono sentire spari, la vera forza non è chi uccide, ma chi riesce a far guadagnare tutti senza far scoppiare una guerra.

L’ombra lunga di Enzo Notturno

Il nome di Enzo Notturno, boss storico del clan Amato-Pagano, ricorre spesso nei racconti dei pentiti. È lui il punto di riferimento per uomini come Cifariello, il garante delle alleanze e il custode degli interessi del clan nei territori “misti” come Scampia.

“Era lui a proteggere Nanduccio — spiega Rafaniello —, gli Amato lo consideravano affidabile, uno che portava soldi e rispettava le regole.”

Grazie a questa protezione, Cifariello riuscì a far prosperare le piazze dei Sette Palazzi anche nei periodi di maggiore tensione con i gruppi della Vanella-Grassi.

I Sette Palazzi, laboratorio di potere

Oggi i Sette Palazzi non sono più soltanto un luogo di spaccio: sono un simbolo della resilienza della camorra. Ogni volta che un’operazione di polizia colpisce la rete, il sistema si ricompone da solo, con nuovi volti e nuove gerarchie.
È il cuore pulsante di un’economia parallela che continua a muovere milioni di euro ogni anno.

In questo scenario, figure come Nanduccio Cifariello rappresentano l’anello di congiunzione tra la vecchia e la nuova camorra: quella che spara e quella che investe, quella che comanda nel silenzio.

Il racconto di Rafaniello, tra verità e memoria

Gli investigatori ritengono le parole di Rafaniello “genuine e coerenti”, ma anche profondamente intrise di vissuto.È la memoria di un uomo cresciuto in un mondo dove il potere è un linguaggio, e dove la fedeltà vale più della paura.

E nelle sue parole si coglie un dettaglio che racconta tutto: “Nanduccio era rispettato da tutti. Non perché mettesse paura, ma perché portava soldi e non tradiva mai.” Un ritratto perfetto del nuovo camorrista di Scampia: meno appariscente, più pericoloso.

2. continua

(nella foto da sinistra in alto, Gaetano Angrisano, Alessio Angrisano, Francesco Angrisano e il pentito Raffaele Paone. In basso sembre da sinistra Elia Cancello, Maurizio Cancello, ferdinando Cifariello ed Enzo Notturno)

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Commenti (1)

L’argomento de articolo è davvero interesante, ma ci sono molte cose che non sono chiare. La camorra a Scampia è un tema complesso e io credo che sia importante fare chiarezza su quello che è successo con Elia Cancello e i clan. Spero che ci siano piu informazioni.

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