Il fenomeno su TikTok

Supercar e noleggi abusivi, sequestro da 200mila euro: riflettori sul business vicino al clan Amato-Pagano

Le indagini della polizia locale di Arzano, sviluppate sui social con tecniche di Open Source Intelligence, hanno portato alla scoperta di due attività irregolari. Sigilli a quattro veicoli di lusso e chiusura di un'autofficina abusiva.
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Un settore capace di generare migliaia di euro attraverso annunci sui social, noleggi improvvisati e compravendite prive delle necessarie autorizzazioni è finito nel mirino della polizia locale di Arzano. Al centro dell’attività investigativa il mercato delle auto di lusso e delle supercar, un comparto che, secondo gli investigatori, potrebbe aver rappresentato negli anni un redditizio bacino d’interesse anche per ambienti riconducibili al clan Amato-Pagano.

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Le verifiche sono ancora in corso e puntano ad accertare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata in un settore rimasto per lungo tempo ai margini dei controlli.

Le indagini partite dai social network

L’operazione è stata condotta dall’aliquota investigativa della polizia locale, coordinata dal sottotenente Vincenzo Sacco e dal luogotenente Pasquale Raia.

Gli accertamenti sono stati sviluppati anche attraverso l’analisi delle cosiddette fonti aperte, utilizzando tecniche di Open Source Intelligence (OSINT). Gli investigatori hanno monitorato TikTok, Facebook e Instagram per individuare inserzioni pubblicitarie e offerte commerciali riconducibili ad attività prive dei necessari titoli autorizzativi.

L’analisi dei profili social ha consentito di ricostruire una rete di attività che promuoveva il noleggio e la vendita di veicoli di lusso al di fuori delle regole previste dalla normativa.

Sigilli a quattro supercar e attività sospesa

Nel primo intervento gli agenti hanno individuato, nella zona industriale di Arzano, un capannone utilizzato come deposito e punto vendita per il noleggio e la commercializzazione di autoveicoli senza le autorizzazioni amministrative previste.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’attività sarebbe riconducibile a società apparentemente collegate tra loro attraverso una complessa rete societaria, ora al vaglio degli investigatori.

La polizia locale ha disposto il sequestro amministrativo cautelare di quattro autoveicoli di lusso, per un valore complessivo di circa 200 mila euro, oltre all’immediata sospensione dell’attività commerciale, con chiusura dei locali e divieto di proseguire l’esercizio in attesa delle determinazioni definitive degli uffici comunali competenti.

Scoperto anche un noleggio abusivo in un autolavaggio

Nel corso dei controlli è stata inoltre accertata un’altra attività irregolare. All’interno di un autolavaggio veniva infatti svolto il servizio di noleggio di autoveicoli senza la prescritta autorizzazione.
Anche in questo caso sono scattate le sanzioni previste dalla normativa.

Si indaga sui possibili interessi del clan

L’inchiesta non si ferma ai soli illeciti amministrativi. Gli investigatori stanno verificando eventuali collegamenti tra alcune delle attività controllate e gli interessi economici del clan Amato-Pagano, storicamente radicato nell’area nord della provincia di Napoli.

L’ipotesi al vaglio è che il comparto del noleggio e della compravendita di auto di lusso possa essere stato utilizzato come settore ad alta redditività, capace di movimentare ingenti somme di denaro sfruttando soprattutto la promozione sui social network e una clientela attratta dal fascino delle supercar, considerate in determinati ambienti un simbolo di prestigio e potere.Le verifiche proseguiranno nei prossimi giorni anche su altre attività del settore.

Il precedente delle nozze delle figlie di Rosaria Pagano

Il mondo delle auto di lusso era già finito al centro delle cronache alcuni anni fa, quando le figlie di Rosaria Pagano — successivamente arrestate nell’ambito di una vasta operazione antimafia che coinvolse complessivamente 48 persone — celebrarono il loro matrimonio sfilando per le strade di Arzano a bordo di vetture di lusso, prima di raggiungere il ristorante con un elicottero atterrato direttamente nei pressi della struttura.
L’episodio rappresentò uno dei simboli dell’ostentazione della ricchezza legata agli ambienti della criminalità organizzata.

P.B.

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