Cronaca Nera

Castello di Cisterna, bomba distrugge auto di uomo del clan Ianuale

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Rosaria Federico
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Castello di Cisterna– Un boato ha rotto il silenzio della notte nella zona della Cisternina. Un messaggio di fuoco e acciaio distorto, l’ultimo, violentissimo capitolo di una guerra di camorra che sta insanguinando l’area a nord di Napoli.

I resti fumanti di un’autovettura, fatta saltare in aria con un potente ordigno esplosivo poco prima delle 22.00 di ieri sera in via Selva, sono il monumento di una tregua che non c’è più

Sul mirino, un obiettivo di alto valore simbolico: un familiare stretto di Vincenzo Ianuale, il ras indiscusso del clan che da anni domina con pugno di ferro la piazza di Castello di Cisterna.

L’esplosione, un colpo secco e tremendo che ha fatto sobbalzare i vetri delle case in tutto il quartiere, non è un episodio isolato. È il culmine di una spirale di tensione che si inasprisce da mesi. È la prova che la guerra per il controllo del territorio, delle estorsioni e del narcotraffico è più viva che mai, combattuta senza esclusione di colpi tra fazioni rivali.

L’obiettivo dell’attentato, di chiara matrice intimidatoria, parla chiaro: colpire il cuore dell’organizzazione Ianuale proprio a due passi dalla sua roccaforte, il Palazzo Celeste della “Cisternina”.

Una sfida frontale, una dichiarazione di guerra che non ammette equivoci. La stessa famiglia Ianuale non è nuova alle cronache giudiziarie: dieci anni fa, due figli del boss furono arrestati per l’omicidio efferato di Anatolij Korol, l’eroico immigrato ucraino che cercò di opporsi a una rapina nel supermercato lì vicino. Un delitto che tornò alla memoria di molti, ieri sera, col fumo dell’esplosione che si alzava a poca distanza da quel luogo.

Ma il quadro è più ampio e interconnesso. Mentre a Castello di Cisterna si spegnevano le fiamme, a Pomigliano d’Arco le forze dell’ordine eseguivano un’operazione parallela, mettendo a segno tre arresti. Sulle indagini pesa l’ombra dello scontro tra i clan Ferretti e Cipolletta, un altro fronte caldissimo in un territorio devastato da faide incrociate.

Il punto sulla guerra di camorra in zona

La situazione appare come un mosaico di violenza in cui pezzi diversi si incastrano in un unico, pericoloso conflitto. Gli investigatori non escludono che gli episodi siano collegati, segno di un possibile riassetto di alleanze o di una lotta generalizzata per riprendersi spazi e business.

Il metodo dell’auto bomba, estremo e spettacolare, indica un salto di qualità nella strategia dei clan, pronti a sfidarsi apertamente con atti di terrorismo urbano che gettano nella paura l’intera comunità.

Il messaggio per le istituzioni e per i cittadini è tragico e chiaro: la camorra non è mai stata così agguerrita. Il cessate il fuoco è solo un’illusione. Il territorio è un campo minato, dove ogni esplosione non è la fine, ma l’anteprima di una rappresaglia. La cronaca nera, in questa area, non è più solo un elenco di delitti, ma la mappa di una guerra civile sotterranea, feroce e senza quartiere.

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Rosaria Federico

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