

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
Celle progettate per quattro persone che arrivano a ospitarne nove, letti a castello alti fino a due metri, temperature insopportabili e ventilatori spesso fuori uso. È il quadro denunciato dall’eurodeputato Sandro Ruotolo e dal deputato Marco Sarracino al termine della visita ispettiva nel carcere di Poggioreale, effettuata insieme al garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello.
«Il grado di civiltà di un Paese si giudica entrando nelle sue carceri. Se è così, le condizioni del carcere di Poggioreale sono semplicemente inaccettabili», affermano Ruotolo e Sarracino, membri della segreteria nazionale del Partito Democratico.
Al centro della denuncia ci sono soprattutto il sovraffollamento cronico e le condizioni nelle quali migliaia di detenuti sono costretti a vivere, rese ancora più difficili dalle temperature elevate registrate in questi giorni.
«Con il caldo torrido di questi giorni, il sovraffollamento cronico e celle stipate ben oltre ogni limite, Poggioreale ci è apparso come un inferno. Abbiamo visto celle costruite per quattro persone dove vivono in nove, costrette a dormire su letti a castello alti fino a due metri, senza aria, con ventilatori spesso non funzionanti e temperature insopportabili».
Una situazione che, secondo i due esponenti del Pd, arriva a compromettere anche le più elementari condizioni di vivibilità all’interno del penitenziario napoletano.
«In molti casi si cucina perfino nei bagni, perché non esistono spazi adeguati. Sono condizioni disumane che riguardano quasi duemila detenuti», denunciano Ruotolo e Sarracino.
I numeri descrivono una situazione critica non soltanto a Napoli. Nelle carceri italiane il sovraffollamento ha superato il 140%, mentre in Campania il tasso raggiunge il 160,8%, con 8.047 detenuti rispetto a una disponibilità di 5.004 posti.
Ancora più pesante la situazione di Poggioreale, dove sono recluse 2.243 persone in una struttura con una capienza di circa 1.600 posti.
Alle difficili condizioni di vita nelle celle si aggiungono, secondo quanto denunciato dopo la visita ispettiva, i problemi legati all’assistenza sanitaria e alla possibilità per i detenuti di sottoporsi a visite ed esami.
«Alla disumanità delle condizioni detentive si aggiunge il diritto alla salute negato. Ci sono detenuti ai quali vengono rinviati esami diagnostici e visite specialistiche perché mancano uomini e mezzi per i trasferimenti negli ospedali. È inaccettabile in uno Stato di diritto».
La situazione, sottolineano Ruotolo e Sarracino, coinvolge anche gli agenti della polizia penitenziaria, costretti a lavorare con organici insufficienti e in condizioni estremamente difficili.
«Sono condizioni vergognose per i detenuti ma anche per il personale della polizia penitenziaria, già sottodimensionato e costretto a lavorare in condizioni estremamente precarie».
Da qui la richiesta di un cambio di rotta nelle politiche penitenziarie. «Non servono slogan. I decreti del governo hanno aumentato il sovraffollamento e non hanno avuto alcun impatto sulla sicurezza delle nostre città. Servono misure alternative alla detenzione, più personale, più sanità penitenziaria e una politica che restituisca dignità alle persone e sicurezza ai cittadini», concludono Ruotolo e Sarracino.
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