

In foto, il trapper Baby Gang
Milano – Ha provato a difendersi spiegando che la pistola non era altro che una “scacciacani modificata”, che la portava con sé perché, senza uomini della sicurezza al seguito, temeva di essere derubato. Baby Gang, trapper già noto alle cronache giudiziarie, si è presentato davanti alla gip di Milano Fiammetta Modica per l’interrogatorio di convalida dell’arresto per detenzione di arma clandestina e ricettazione.
Il giovane ha raccontato che la sera del concerto di Emis Killa era in compagnia soltanto di una ragazza e che, senza protezione, aveva preferito “avere un’arma piuttosto che vivere nella paura”. Una scelta che, ha detto, nasce anche dal fatto di indossare spesso una collana del valore di oltre 200mila euro e dall’esperienza di un furto subito mesi fa nella sua abitazione a Calolziocorte, in provincia di Lecco.
Le sue parole non hanno però convinto la giudice, che ha definito “assolutamente inverosimile” la versione del trapper. Baby Gang ha aggiunto che spesso nei suoi videoclip compaiono divise e armi finte prese da un fornitore di materiale cinematografico di Napoli, ma per la procura resta grave il fatto di aver avuto un’arma modificata. Il procedimento giudiziario andrà avanti, con il trapper che dovrà difendersi ancora una volta dalle accuse che rischiano di pesare sulla sua carriera.
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