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Firenze, sgomberato ristorante in piazza del Mercato: era un bene confiscato alla camorra

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A. Carlino
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Firenze – È scattata all’alba l’operazione di sgombero dell’immobile che ospitava il ristorante “Mamma Napoli” in piazza del Mercato, nel cuore del centro storico fiorentino.

L’edificio, confiscato alla criminalità organizzata, era sotto la gestione dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati, che aveva già emesso due ordinanze di sgombero rimaste fino ad oggi inapplicate.

L’intervento è stato condotto dalla Questura di Firenze, con il supporto delle forze dell’ordine, della Polizia municipale, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, nell’ambito di un’azione coordinata a livello interforze, definita nei giorni scorsi in sede di riunione presso la Prefettura.

“Lo sgombero – spiega la Prefettura – è stato disposto in seguito a una valutazione congiunta tra i vari corpi di polizia e le istituzioni competenti, e le modalità operative sono state definite al tavolo tecnico convocato presso la Questura, in collaborazione con tutti i soggetti coinvolti”.

Un bene confiscato da restituire alla legalità

L’immobile, già sottratto a contesti criminali, era parte del patrimonio gestito dallo Stato nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di restituire questi beni alla collettività. Lo sgombero odierno si inserisce proprio in questo processo di recupero e valorizzazione: nei prossimi mesi l’immobile potrà essere destinato a un uso sociale, istituzionale o imprenditoriale legale.

Secondo quanto trapelato, lo sgombero è avvenuto senza particolari criticità né resistenze. Le forze dell’ordine hanno presidiato l’area fin dalle prime ore della mattina per garantire l’esecuzione dell’ordinanza e la sicurezza durante le operazioni.

Il valore simbolico dell’operazione

L’intervento assume un alto valore simbolico: si tratta infatti non solo del recupero di un immobile, ma di un segnale concreto della presenza dello Stato sul territorio e della volontà di spezzare i legami tra economia legale e infiltrazioni criminali, anche in contesti apparentemente insospettabili come la ristorazione nel centro cittadino.

Le operazioni di verifica sull’immobile proseguiranno nelle prossime ore, mentre si apre ora la fase di valutazione per la futura destinazione dell’edificio, nell’ambito delle politiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati.

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A. Carlino

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