Napoli, riapre al pubblico il Giardino dei Principi a Capodimonte

Napoli – Dopo un anno di lavori finanziati dal Pnrr, il Giardino dei Principi, cuore botanico del Real Bosco di Capodimonte, riapre al pubblico.

Un restauro da 25 milioni di euro che restituisce alla città due ettari di paesaggio ottocentesco, tra boschetti, viali sinuosi e scorci mozzafiato sul Vesuvio.

Un “monumento vivente” rigenerato

Progettato nel 1840 da Friedrich Dehnhardt, capo giardiniere del Real Orto Botanico, il Giardino dei Principi è un capolavoro di biodiversità, custode del 70% delle specie esotiche del parco. Oggi, grazie al recupero di componenti architettonici e vegetali, torna al suo antico splendore.

«Una giornata speciale per Napoli», ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando l’importanza dei fondi Pnrr per la rigenerazione dei parchi storici italiani.

Numeri da record: 10mila nuove piante

L’intervento ha visto la messa a dimora di 62 alberi, 2.450 arbusti e 2.465 erbacee solo nel Giardino dei Principi, parte di un progetto più ampio che prevede 10.047 alberi e 43.243 piante erbacee in tutto il Bosco. Tra le rarità botaniche, spiccano un maestoso Canforo, un Taxodium mucronatum e un Eucalyptus camaldulensis, affiancati da magnolie, cedri del Libano e melaleuche.

Il restauro unisce innovazione e storia: i viali sono stati realizzati con un conglomerato ad alta permeabilità, simile all’antico battuto di tufo, per favorire l’assorbimento dell’acqua. Ripristinate anche 319 fosse drenanti dell’impianto idraulico borbonico, già testate con successo durante eventi meteorologici estremi.

Un belvedere dedicato e una comunità attiva

Inaugurato oggi il Belvedere dei Principi, nuovo punto panoramico sul parco. Per coinvolgere i cittadini nella cura del Bosco, nasce la “Comunità ecologica Capodimonte”, un’agorà verde per discutere sostenibilità e valorizzazione del patrimonio.

«Questo intervento non è solo conservazione, ma una scommessa sul futuro», ha spiegato Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco. «Puntiamo a garantire la rigenerazione del paesaggio per i prossimi 100 anni».

L’accesso al Real Bosco resta gratuito, con percorsi ottocenteschi finalmente ripristinati. Un’occasione per immergersi in un “museo a cielo aperto”, dove storia, natura e innovazione si incontrano.

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A. Carlino
Tags: Napoli

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