Camorra negli ospedali di Napoli: condanne per 71 anni al clan Cimmino

Napoli– Si chiude con otto condanne per un totale di 71 anni e mezzo di reclusione e tre assoluzioni il processo con rito ordinario scaturito dall’inchiesta della DDAdi Napoli sulle estorsioni e gli appalti pilotati dalla camorra negli ospedali dell’area collinare.

Al centro delle indagini, il clan Cimmino, accusato di aver imposto il proprio controllo su lavori pubblici e servizi sanitari, tra cui appalti milionari all’ospedale Cardarelli.

La sentenza è stata emessa dalla settima sezione penale del Tribunale di Napoli (collegio A, presidente Raffaele Donnarumma), con l’accusa rappresentata dai pm Celeste Carrano e Henry John Woodcock.

L’inchiesta, culminata nell’ottobre 2021 con l’arresto di 40 tra imprenditori e affiliati alla cosca, aveva già portato, nel 2022, a condanne per quasi 290 anni nel processo celebrato con rito abbreviato. Nel procedimento appena concluso, sono emersi riscontri anche su un presunto “pizzo” da 400mila euro per un appalto da 47 milioni al Cardarelli.

Le condanne

  1. Alessandro Desio – 15 anni
    (accusato di essere referente del clan a Antignano; esclusa però l’accusa di capo e promotore della cosca)

  2. Abramo Maione – 14 anni

  3. Salvatore Zampini – 13 anni

  4. Marco Salvati – 12 anni
    (titolare di fatto della Croce San Pio, operante nel trasporto infermi)

  5. Gennaro Stefanelli – 7 anni e 6 mesi

  6. Simone Paolino – 7 anni

  7. Anna Di Pipolo – 1 anno e 6 mesi

  8. Guido Galano – 1 anno e 6 mesi

Il tribunale ha anche disposto risarcimenti in favore degli ospedali coinvolti, associazioni dei consumatori e vittime di criminalità, nonché la CGIL nazionale e regionale.

Assolti con formula piena:

  • Luigi Trombetta
    (imprenditore funebre: crollate le accuse di monopolio sui servizi per i defunti in accordo con il clan)

  • Massimiliano De Cicco

  • Antonio Teghemei

Il deposito delle motivazioni è atteso entro 90 giorni. Diversi condannati, tra cui lo stesso Desio, valuteranno il ricorso in appello. Per lui e per Salvati è già stata concessa la detenzione domiciliare, in considerazione dell’attenuazione delle esigenze cautelari.

 (nella foto tre dei condannati Alessandro Desio, Marco salvati e Abramo maione)

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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