Melito – Ancora minorenni protagonisti della cronaca. Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Tenenza di Melito di Napoli sono intervenuti in via delle Palme a seguito di una segnalazione al 112 per un tentato furto d’auto.
Giunti sul posto, i militari hanno sorpreso un 16enne del posto mentre cercava di rubare una Lancia Y in sosta.
Il giovane è stato immediatamente bloccato, mentre un suo complice, alla guida di un’altra vettura, è riuscito a fuggire danneggiando sia l’auto dei Carabinieri che la Lancia Y. Altri due complici si sono dati alla fuga a piedi, facendo perdere le proprie tracce.
Tre complici sono riusciti a fuggire
Il 16enne è stato arrestato per tentato furto e, su disposizione della Procura per i Minorenni di Napoli, trasferito al Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei. Intanto, è caccia ai tre fuggitivi, con i Carabinieri impegnati nelle ricerche per risalire alla loro identità.
Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo
Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
Fonte Verificata






Commenti (1)
L’articolo parla di un fatto molto serio, ma non capisco come mai i giovanni siano sempre implicati in queste situazioni. Dovremmo pensare a come educare meglio i giovani e prevenire questi reati. È un problema che riguarda tutti noi.