Sabato 15 febbraio ha visto la conclusione del Festival di Sanremo 2025, con la vittoria di Olly, che ha trionfato con la canzone “Balorda Nostalgia”.
Nella serata finale, che ha visto la conduzione di Carlo Conti insieme ad Alessia Marcuzzi e Alessandro Cattelan, Lucio Corsi si è classificato al secondo posto con “Volevo essere un duro”, mentre Brunori Sas ha completato il podio con “L’albero delle noci”. Nonostante il grande successo, la finale ha registrato un ascolto del 73.1%, inferiore al 74.1% raggiunto dalla finale dell’anno precedente presentata da Amadeus.
Dati di ascolto della finale
La finale del Festival di Sanremo 2025 ha raggiunto una media di 13.016.000 spettatori, con un share del 72.7%. La prima parte dello show, andata in onda dalle 21.22 alle 23.30, ha registrato 15.977.000 spettatori e un share del 69.01%. Nel dettaglio, Sanremo Start, trasmesso dalle 20.44 alle 21.16, ha toccato i 14.130.000 spettatori e il 60.69% di share. La seconda parte dell’evento ha ottenuto 11.153.000 spettatori, con un share del 79.16%.
È morto Tony Dallara. Il cantante, considerato il “re degli urlatori” e tra i volti simbolo della stagione che cambiò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, aveva 89 anni. La notizia è stata diffusa dal Nuovo Imaie con un messaggio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei…
È una vera e propria invasione di note quella che Carlo Conti ha annunciato oggi, domenica 30 novembre 2025, al Tg1 delle 13:30. Il direttore artistico della 76esima edizione del Festival di Sanremo ha deciso di rompere gli indugi e, con un colpo di scena concordato in extremis con la Rai, ha allargato la rosa dei partecipanti: non più 26, ma ben 30 Big si sfideranno sul palco dell'Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026.
Una scelta dettata dall'abbondanza e dalla qualità delle proposte ricevute. "Ho ascoltato oltre 300 brani", ha spiegato Conti, sottolineando come la vivacità del panorama discografico italiano rendesse impossibile limitare la selezione.
Tra l'entusiasmo e le domande curiose dei ragazzi di Impact! al Giffoni Film Festival, Rocco Hunt ha acceso una miccia che va oltre la musica: quella dell’orgoglio territoriale. "Un Festival in Campania sarebbe bellissimo", ha dichiarato, immaginando uno spostamento simbolico di Sanremo verso Napoli o Salerno. Il rapper salernitano ha giocato a portare “acqua al suo mulino”, ma con serietà ha sottolineato come il Sud abbia tutte le carte in regola per ospitare un evento di quel calibro: cultura, talento e identità.
La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.
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Commenti (1)
La finale de Sanremo è stata una sorpresa per tutti, ma olly ha meritato la vittoria. Anche se il ascolto era un pò più bassa rispetto l’anno scorso, credo che la musica sia sempre una bella esperienza per noi.