Una azienda zootecnica è stata posta sotto sequestro a Poggiomarino dai militari del nucleo carabinieri forestale di Roccarainola, insieme al nucleo Cites di Napoli ed alla stazione carabinieri di Poggiomarino, nell’ambito dei controlli per la tutela del bacino idrografico del fiume Sarno, coadiuvati da personale della Asl Na3 sud.
Il titolare della azienda, un 56enne del posto, è stato denunciato per abbandono e smaltimento illecito di rifiuti e scarico di acque reflue.
L’intera azienda, su un’area di circa 11.000 mq, è stata sequestrata.
Casal di Principe, blitz nell’autonoleggio «fantasma»: clienti non registrati, scatta il sequestro
Casal di Principe– Una stretta sui controlli per garantire la tracciabilità e la sicurezza, che ha portato alla luce un sistema di noleggio gestito in totale spregio delle normative vigenti. È questo il bilancio dell'operazione condotta nel pomeriggio di mercoledì 12 febbraio dai Carabinieri della Stazione di Casal di Principe. I militari hanno effettuato un blitz mirato all'interno di una società di autonoleggio del territorio, scoprendo gravi irregolarità amministrative e penali che hanno portato alla denuncia del titolare e al maxi-sequestro di mezzi e documentazione. Il sistema C.A.R.G.O.S. ignorato Al centro della vicenda c'è un imprenditore locale di 31 anni, legale rappresentante dell’attività, che è stato deferito in stato di libertà. L'accusa è precisa: violazione dell’articolo 17 del Decreto Legge n. 113/2018 (il cosiddetto Decreto Sicurezza), poi convertito nella Legge n. 132/2018. Dagli accertamenti è emerso che l'uomo avrebbe sistematicamente omesso la registrazione dei documenti d'identità dei clienti. Chi noleggiava le auto, dunque, non veniva segnalato attraverso il portale web del Ministero dell’Interno denominato “C.A.R.G.O.S.”. Tale piattaforma è fondamentale per le forze dell'ordine, poiché obbligatoria per legge ai fini dell'antiterrorismo…
Napoli, cuore trapiantato a bimbo di due anni: sequestrato il box di trasporto dell’organo
I carabinieri del Nas di Napoli, su delega della Procura, hanno sequestrato il contenitore impiegato per trasportare il cuore trapiantato al bambino di due anni e quattro mesi, oggi in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi. L’organo, secondo quanto emerso, è risultato danneggiato. Il box sequestrato è descritto come un vero e proprio sistema di conservazione e trasporto degli organi, progettato per mantenere temperature controllate. Gli inquirenti prevedono ora una perizia tecnica sul dispositivo: la Procura nominerà consulenti ad hoc per gli accertamenti. Sei sanitari iscritti nel registro degli indagati La VI sezione della Procura di Napoli (“Lavoro e colpe professionali”), con il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, nell’ufficio coordinato dal procuratore Nicola Gratteri, ha iscritto sei sanitari nel registro degli indagati. Si tratta di componenti delle équipe del Monaldi che hanno seguito l’espianto del cuore a Bolzano e del gruppo dello stesso ospedale che ha eseguito il trapianto a Napoli. L’ipotesi di reato contestata è quella di lesioni colpose. Acquisite carte e atti: indagini in corso Insieme al contenitore, il Nas…
Orta di Atella, carrozziere nei guai per emissioni abusive
Orta di Atella – Proseguono senza sosta i controlli a tutela del territorio nell'agro aversano. Nel mirino delle forze dell'ordine è finita un'autocarrozzeria di Orta di Atella, il cui titolare è stato denunciato per reati ambientali a seguito di un’ispezione mirata. Il blitz e le irregolarità L'operazione è stata condotta dai Carabinieri della locale Stazione, coadiuvati dalle competenze specifiche del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise. Durante il controllo presso l'attività, i militari hanno accertato una grave violazione delle norme a tutela della salute pubblica e dell'ambiente. All'interno dell'officina, infatti, venivano effettuate regolarmente lavorazioni di saldatura, processi che generano fumi e particelle potenzialmente nocivi. Dagli accertamenti è emerso che tali emissioni venivano rilasciate in atmosfera in totale assenza dei prescritti titoli autorizzativi previsti dalla vigente normativa ambientale (D.Lgs 152/2006). Denuncia e maxi-multa Le conseguenze per il titolare dell'attività, un 61enne del posto, sono state immediate. L'uomo è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per gestione illecita di emissioni in atmosfera. Oltre al risvolto penale, i militari hanno contestato una pesante sanzione amministrativa pari a 2.500 euro. Contestualmente, sono state…
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