Cronaca Napoli

Inquinavano il fiume Sarno: sequestrate 2 aziende

Pubblicato da
Gustavo Gentile

I Carabinieri del Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli hanno eseguito il sequestro di due aziende, su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. I decreti di sequestro preventivo sono stati emessi dall’Ufficio GIP del Tribunale di Torre Annunziata ed erano basati su accuse di scarico abusivo di reflui industriali, violazione delle autorizzazioni ambientali integrate e gestione non autorizzata dei rifiuti, secondo quanto stabilito dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006). Gli imputati sono anche accusati di impedire le attività di controllo.

Questi sequestri seguono una precedente operazione effettuata dal Comando Carabinieri Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli, avvenuta il 27 ottobre 2023, che aveva portato al sequestro di un’altra azienda a Striano per le stesse violazioni ambientali. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Napoli in collaborazione con l’ARPAC e sotto la supervisione della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno rivelato che le attività di tre aziende, avevano violato la normativa ambientale riguardo allo scarico di reflui nei corsi d’acqua e alla gestione dei rifiuti.

Le indagini del NOE hanno rilevato diverse violazioni, tra cui il deposito incontrollato e l’abbandono di rifiuti non differenziati, compresi quelli pericolosi, su terreni non pavimentati. Questi rifiuti venivano scaricati direttamente nelle fogne pubbliche e quindi nel fiume Sarno, senza alcun processo di depurazione. Inoltre, i controlli hanno rivelato scarichi abusivi di acque provenienti dai processi industriali di lavorazione, che contenevano anche sostanze pericolose, nelle fogne pubbliche, con conseguente inquinamento del fiume Sarno.

Le indagini hanno anche scoperto la presenza di modifiche sostanziali negli impianti di depurazione, che erano state realizzate per evitare i costosi processi di depurazione e per ostacolare i controlli. Ciò ha portato al superamento dei parametri limite previsti dalla normativa per gli scarichi nei corsi d’acqua.

In particolare, l’inefficienza degli impianti di depurazione, che erano fermi da tempo, ha permesso ai reflui industriali di essere immessi direttamente nel fiume Sarno, causando un grave inquinamento.

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