Goletta Verde boccia la Campania: 15 punti inquinati su 31 monitorati

È una fotografia che riaccende i riflettori sulle criticità ambientali del litorale campano quella scattata da Goletta Verde, la storica campagna di monitoraggio di Legambiente. I dati presentati a Napoli al termine della tappa regionale parlano di una situazione ancora preoccupante: 15 dei 31 punti analizzati risultano oltre i limiti di legge, pari a circa il 48% dei campioni esaminati.

Nel dettaglio, il 13% dei punti è stato classificato come “inquinato”, mentre il 35% è risultato “fortemente inquinato”, a causa delle elevate concentrazioni di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori della presenza di contaminazione fecale.

Il monitoraggio è stato effettuato tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio e ha interessato 17 punti a mare e 14 foci di fiumi o scarichi, aree tradizionalmente considerate le più vulnerabili dal punto di vista ambientale.

Le foci dei fiumi restano il punto debole

Anche quest’anno emerge con chiarezza come la maggior parte delle criticità sia concentrata in prossimità delle foci dei corsi d’acqua, segnale che il sistema di depurazione regionale continua a mostrare limiti strutturali.
Secondo Legambiente, il problema non riguarda soltanto la raccolta dei reflui, ma soprattutto la capacità degli impianti di depurazione di trattarli in maniera efficace prima che raggiungano il mare.
Salerno maglia nera della Campania

La situazione più delicata è stata registrata in provincia di Salerno, dove 10 dei 12 punti monitorati superano i limiti di legge, pari all’83% del totale.

Sette siti sono stati giudicati fortemente inquinati, tra cui le foci dei fiumi Irno, Picentino, Tusciano, Asa, Regina Minor, oltre al canale di scarico di Marina di Eboli e al rio di Capaccio.
Altri tre punti sono risultati semplicemente “inquinati”, mentre soltanto due località hanno superato positivamente i controlli.

Napoli: criticità concentrate tra Sarno, Licola e San Giovanni

Nella provincia di Napoli sono stati controllati 14 punti, quattro dei quali hanno evidenziato superamenti dei limiti.
Tra le situazioni più critiche figurano:
la foce del canale di Licola, a Pozzuoli;
la foce dell’alveo Volla, a San Giovanni a Teduccio;
la foce del fiume Sarno tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.
È risultato invece “inquinato” il tratto di mare presso il rivo San Marco, a Castellammare.
Positivo, invece, l’esito delle analisi effettuate sul lungomare di Napoli, a Torre del Greco, Ercolano, Sorrento, Vico Equense e soprattutto nelle acque dell’isola d’Ischia, dove tutti i punti campionati sono risultati entro i parametri previsti dalla normativa.
Caserta: una sola criticità

Scenario decisamente migliore lungo il litorale casertano.

Dei cinque punti monitorati, soltanto la foce dei Regi Lagni a Castel Volturno è risultata fortemente inquinata.
Le analisi hanno invece dato esito positivo negli altri quattro punti, tra Baia Domizia, Mondragone e Lago Patria.

Mancano i cartelli per informare i bagnanti

A destare particolare preoccupazione è anche la quasi totale assenza delle informazioni destinate ai cittadini.
Nel 91% dei punti monitorati non erano presenti cartelli che indicassero la qualità delle acque di balneazione, mentre in 26 dei 31 siti mancavano anche le segnalazioni di divieto di balneazione previste in prossimità delle foci.
Secondo Legambiente si tratta di una grave carenza informativa, considerato che proprio nelle aree vicine agli sbocchi dei fiumi si formano spesso spiagge libere frequentate da residenti e turisti.

Depuratori ancora insufficienti

Le criticità rilevate da Goletta Verde trovano conferma anche nei dati dell’ARPAC.
Nel corso del 2025 circa il 41% degli impianti di depurazione controllati è risultato non conforme ai requisiti di legge.

Le situazioni peggiori riguardano le province di Avellino (66%), Benevento (62%) e Salerno (53%), mentre le percentuali scendono a Napoli (28%) e Caserta (15%).

A questo si aggiunge il dato fornito dal Ministero dell’Ambiente: 116 agglomerati urbani campani sono ancora interessati da procedure di infrazione europee per il mancato rispetto della normativa sulla depurazione delle acque reflue, coinvolgendo oltre 4,5 milioni di abitanti equivalenti.
L’ennesimo richiamo che evidenzia come il risanamento della rete depurativa rappresenti una delle principali sfide ambientali della Campania.

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Pubblicato da
A. Carlino

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