Emergenza climatica

L’Italia nella morsa del caldo: bracciante muore in una serra

Temperature fino a 7 gradi sopra la media e picchi oltre i 40°C. Crescono i bollini rossi e l’allarme si estende anche ai mari: scatta la quarta ondata
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Roma –  La quarta ondata di calore è ormai alle porte e torna a stringere l’Italia in una morsa rovente. Dopo una breve tregua, le temperature sono pronte a risalire rapidamente fino a superare di 7 gradi le medie stagionali. E mentre cresce l’allerta sanitaria nelle città, si registra anche la prima vittima: un bracciante agricolo di 61 anni, di origine algerina, è morto a Pachino, nel Siracusano, colto da un arresto cardiaco mentre lavorava in una serra di pomodori. Non si esclude che il malore sia stato causato proprio dal caldo estremo.

Temperature in impennata e città bollenti

Già nelle prossime ore il termometro tornerà a salire in tutta la Penisola. Previsti 37 gradi a Terni e punte di 36 gradi a Roma, Napoli e Firenze, mentre nei giorni successivi si potranno toccare picchi di 40-41 gradi. Lo zero termico sulle Alpi è atteso intorno ai 5.000 metri, segnale evidente di un’anomalia climatica sempre più marcata.
Secondo i meteorologi, questa nuova fase di caldo intenso potrebbe protrarsi almeno fino al 10 agosto.

Aumentano i bollini e i rischi sanitari

Il ministero della Salute ha già innalzato il livello di allerta: domani saranno 10 le città con bollino arancione, che diventeranno 16 giovedì, con tre centri – Campobasso, Perugia e Rieti – in bollino rosso.
Particolare attenzione viene rivolta alle categorie più fragili: lavoratori esposti al sole nei cantieri e nei campi, persone isolate, senzatetto e famiglie senza adeguati sistemi di raffreddamento domestico.

Fuga verso la montagna: boom di presenze

Di fronte alla canicola, gli italiani scelgono sempre più spesso le località montane. L’estate 2026 registra un vero e proprio boom: 7,8 milioni di arrivi (+14,4%) e circa 79 milioni di presenze (+5,8%) nelle aree alpine e appenniniche, per un giro d’affari stimato in 6,6 miliardi di euro.

Una tendenza che però non mette del tutto al riparo dal caldo: anche in quota si registrano temperature elevate e un aumento degli accessi al pronto soccorso, come ad Aosta dove si sono contati fino a 60 interventi in un solo giorno.

Mari sempre più caldi e ecosistemi a rischio

L’emergenza non riguarda solo l’aria. Secondo il report “Mare Caldo” di Greenpeace, le acque italiane stanno raggiungendo temperature anomale fino a 40 metri di profondità. Si registrano fenomeni di sbiancamento e necrosi di coralli e gorgonie, oltre alla diffusione di specie aliene e termofile.
Parallelamente, Legambiente segnala un aumento degli eventi meteo estremi lungo le coste: negli ultimi 16 anni sono stati colpiti 308 comuni costieri su 643, con oltre 1.073 eventi registrati.

Agricoltura e vendemmia anticipata

Le conseguenze si fanno sentire anche nei campi. Secondo Coldiretti, la vendemmia è iniziata con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla norma, ulteriore indicatore degli effetti del cambiamento climatico sul settore agricolo.

L’allarme globale

“L’allarme climatico suona da ogni direzione”, ha dichiarato Simon Stiell, segretario esecutivo ONU per il clima, ribadendo la necessità di accelerare sulla transizione energetica e abbandonare le fonti fossili.

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