Il decreto legge per Caivano riguarda ‘misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile’.
Il consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giorgia Meloni, del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, di quello della giustizia Carlo Nordio, del ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, del ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella e del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, ha approvato un provvedimento che introduce misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile.
Sono state varate norme – si spiega – per il risanamento e la riqualificazione del territorio del comune di Caivano e per favorire lo sviluppo economico e sociale dell’area. Inoltre, l’intervento normativo agisce sull’applicabilità delle misure cautelari ai minori di 18 anni, con l’obiettivo di sanzionare e dissuadere dal tenere comportamenti contrari alla legge, e prevede specifici percorsi di reinserimento e rieducazione del minore autore di condotte criminose.
Fabio Ciciliano commissario straordinario alla riqualificazione di Caivano
Per avviare una serie di iniziative in favore del paese alle porte di Napoli è stato nominato un commissario straordinario. Sarà Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia di Stato ed avrà il compito di adottare, entro 15 giorni, d’intesa con il comune di Caivano e il Dipartimento per le politiche di coesione della presidenza del Consiglio, un piano straordinario d’interventi infrastrutturali e di riqualificazione del territorio comunale.
Il piano sarà attuato con il supporto tecnico-operativo di Invitalia S.p.a. e dovrà prevedere anche specifici interventi urgenti di ripristino del centro sportivo ex Delphinia, in collaborazione con gli Uffici del Genio militare e con la società Sport e Salute S.p.a.
Inoltre, il decreto autorizza il comune di Caivano ad assumere 15 nuovi membri del corpo della polizia locale, per garantire l’incremento della sicurezza urbana e il controllo del territorio. Vengono inoltre stabilite disposizioni in materia di sicurezza e di prevenzione della criminalità minorile Daspo urbano.
Daspo urbano ai maggiori di 14 anni
Si estende l’applicabilità del cosiddetto ‘daspo urbano’ (divieto di accesso a particolari aree della città) ai maggiori di 14 anni. Il divieto sarà notificato a chi esercita la responsabilità genitoriale e comunicato al Procuratore presso il Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie del luogo di residenza del minore.
Per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, si prevede che il divieto di accesso e di avvicinamento ai locali pubblici e ai pubblici esercizi, previsto per chi sia stato denunciato o condannato per vendita o cessione di droga, si applichi anche nei confronti di chi detenga sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.
Tale divieto è esteso a scuole, università ed aree limitrofe. Si ampliano i casi nei quali il Questore può disporre altre misure accessorie (per esempio l’obbligo di presentarsi all’ufficio di polizia almeno due volte a settimana, o in determinati giorni e orari, l’obbligo di rientrare alla dimora e non uscire entro determinati orari, il divieto di allontanarsi dal comune).
Con il Dl Caivano, in materia di prevenzione di disordini negli esercizi pubblici e nei locali di pubblico trattenimento, viene stabilito il divieto di accesso a pubblici esercizi e locali di pubblico trattenimento (il cosiddetto ‘daspo Willy’ contro la movida violenta) può essere applicato ai soggetti denunciati, oltre che per i reati contro la persona e il patrimonio, anche per il reato di porto di arma impropria, quello di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale e il reato di resistenza a un pubblico ufficiale.
Si amplia la platea dei soggetti nei confronti dei quali il Questore può disporre tale divieto: oltre che nei confronti delle persone poste in stato di arresto o fermo convalidato dall’autorità giudiziaria, o condannate anche con sentenza non definitiva, la misura può essere applicata alle persone sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari o della custodia cautelare in carcere.
La durata massima della misura è aumentata: si passa da una durata minima di 6 mesi e massima di 2 anni a una durata minima di 1 anno e massima di 3 anni. Inoltre, si inaspriscono le pene per chi infrange tali divieti, che passano da un massimo di due anni di reclusione e di 20mila euro di multa a un massimo di tre anni e di 24.000 euro.
Foglio di via obbligatorio. Si aumenta di un anno la durata massima del divieto di rientro nei comuni dai quali si è stati allontanati e si inasprisce la sanzione, che diviene penale, nei casi di violazione del provvedimento di allontanamento.
Aumentate le pene per il possesso di droga e armi
Contrasto dei reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti. Si potenzia la facoltà di arresto in flagranza per il reato di ‘porto d’armi od oggetti atti ad offendere’ e si inaspriscono, fino a raddoppiarle (si passa in alcuni casi da un massimo di due a un massimo di quattro anni di reclusione) le sanzioni relative a tale reato. Inoltre, la pena per il reato di spaccio di stupefacenti, nei casi di lieve entità, passa da un massimo di quattro a un massimo di cinque anni.
Prevenzione della violenza giovanile e divieto di utilizzo di dispositivi di telecomunicazione e servizi informatici. Per contrastare il fenomeno della violenza giovanile, anche con riferimento al fenomeno delle ‘baby-gang’, si modifica la disciplina della misura di prevenzione personale dell”avviso orale’.
Avviso orale anche per le baby gang
Attualmente, la misura è prevista per i soggetti maggiorenni che, per la condotta ed il tenore di vita, si ritiene vivano, anche in parte, con i proventi di attività delittuose e siano dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica.



