Arzano – Un vasetto anonimo, una consistenza gelatinosa simile in tutto e per tutto al miele millefiori e la promessa, rimbalzata sulle chat e sui canali social, di uno sballo “naturale” e a basso costo. È questa la trappola tesa a tre ragazzi di Arzano, finiti in ospedale nella notte tra l’1 e il 2 giugno dopo aver consumato quella che credevano essere una sostanza ricreativa innocua.
Ad avere la peggio è stato il più giovane del gruppo, un ragazzo di 17 anni, attualmente ricoverato in terapia intensiva al reparto rianimazione dell’ospedale San Paolo di Napoli. La sua prognosi resta riservata ed è in pericolo di vita a causa di una gravissima crisi respiratoria e neurologica. Gli altri due amici, di 19 e 22 anni, sono arrivati all’ospedale di Frattamaggiore in forte stato di choc, ma sono stati dimessi dopo i primi trattamenti d’urgenza.
A dare l’allarme sono stati i genitori del minorenne, che si sono accorti del malore immediato del figlio e hanno allertato il 118, consegnando poi ai Carabinieri della tenenza di Arzano il barattolo incriminato. I primi accertamenti di laboratorio hanno confermato il sospetto: quel finto miele è positivo ai cannabinoidi, ma con concentrazioni mai viste prima.
Come si compra e quanto costa la trappola del web
Il canale di approvvigionamento principale del cosiddetto “miele dello sballo” – o “droga gialla” – non sono le tradizionali piazze di spaccio fisiche, ma la rete. Si muove principalmente sul dark web, ma fluttua pericolosamente anche su canali Telegram indicizzati e profili social semicoperti. Il costo di un vasetto oscilla tra i 40 e i 70 euro a seconda della purezza dichiarata. Viene commercializzato sfruttando l’ambiguità del nome: spesso i venditori lo spacciano per una variante del “Mad Honey” (il miele pazzo del Nepal, contenente grayanotossina naturale), ma la realtà emersa dalle ultime indagini delle forze dell’ordine e dai sequestri in tutta Italia racconta una storia completamente diversa.
Che cos’è e cosa c’è dentro: la “Wax” chimica
Sotto le spoglie del miele si nasconde in realtà la Wax (letteralmente “cera”), un estratto della cannabis ad altissima potenza ottenuto tramite processi chimici invasivi. Per produrla, i chimici del mercato nero utilizzano solventi come il gas butano o l’anidride carbonica per separare il principio attivo dalla pianta. Il risultato è una resina appiccicosa, semitrasparente e ambrata che somiglia perfettamente al miele.
Mentre una normale bustina di marijuana contiene una percentuale di THC (il principio attivo psicotropo) che varia dal 10% al 25%, nella Wax o miele dello sballo la concentrazione di THC può superare l’80% o il 90%. A questo si aggiunge il vero pericolo invisibile: la frequente adulterazione con cannabinoidi sintetici creati in laboratorio, molecole potentissime che l’organismo umano non è in grado di processare senza danni.
Gli effetti e come viene utilizzato
I consumatori utilizzano questa sostanza principalmente in due modi: ingerendola direttamente (ne basta un solo cucchiaino, come accaduto ad Arzano) oppure vaporizzandola all’interno di sigarette elettroniche modificate o appositi strumenti per il dabbing (inalazione di vapori da concentrati).
L’ingestione, in particolare, è la modalità più ingannevole e pericolosa. Se fumato, l’effetto del THC è quasi immediato e permette al consumatore di “fermarsi” se si sente male. Se ingerito sotto forma di miele, lo stomaco impiega dai 30 ai 90 minuti per digerirlo e immettere il principio attivo nel sangue. Questo ritardo spinge spesso i ragazzi ad assumere una seconda o terza dose, convinti che non stia facendo effetto, andando incontro a un sovradosaggio devastante.
Il parere del tossicologo: «Un proiettile dritto al cervello»
Per comprendere l’esatta portata dei rischi per la salute e come proteggere i giovani, abbiamo chiesto l’intervento del Dott. Marcello Rossi, tossicologo clinico ed esperto di dipendenze:
«Dobbiamo togliere ai ragazzi l’illusione che si tratti di ‘miele’. Questa sostanza è un vero e proprio concentrato chimico puro. Quando il cervello riceve una scarica di THC superiore all’80%, i recettori del sistema nervoso centrale vanno in cortocircuito. Gli effetti immediati non sono quelli di una normale cannabis: parliamo di psicosi acute, allucinazioni visive e uditive, attacchi di panico incontrollabili e perdita di contatto con la realtà.
Il pericolo di vita reale, però, è legato a due fattori: il blocco respiratorio e lo stress cardiocircolatorio. La Wax causa tachicardia estrema e picchi di pressione che nei giovanissimi possono provocare aritmie fatali o ictus. Inoltre, se nella miscela sono presenti solventi residui non spurgati correttamente durante l’estrazione chimica, il rischio di avvelenamento degli organi interni è altissimo. Per evitare problemi l’unica strada è l’informazione: i ragazzi devono sapere che un solo assaggio di questa sostanza equivale a giocare alla roulette russa con il proprio cuore».




Ho letto l’articolo e mi pare utile ma comunque,ci sono molte informazioni che vanno chiarite nonè semplice capirlo subito il vasetto sembra miele ma è wax chimica e puo causare danniseri,il caso del 17enne lo dimostra. I genitori dovranno starpiu attenti ai pacchianonimi e ai trend social,c’e bisogno anche di campagne scolastiche e controlli più stringenti,ma chi controlla il web?