Il via della Champions League si avvicina: stasera va in scena l’andata dei playoff, ultimo ostacolo per diverse squadre che sognano un posto nel tabellone principale della massima competizione europea.
Che parte con la fase a gironi a settembre, con sorteggio previsto invece per giovedì prossimo, 31 agosto.
Stasera in campo Anversa contro AEK Atene, quindi Rangers contro PSV Eindhoven e Rakow Czesochowa contro Copenhagen. Domani invece sarà il turno di Molde-Galatasaray, Braga-Panathinaikos e Maccabi Haifa-Young Boys. Le sfide di ritorno sono previste tra sette giorni.
Adidas ha intanto rivelato i palloni ufficiali della Uefa Champions League 2023/24 e della Uefa Women’s Champions League. La particolarità di quest’anno è il design che rende omaggio alla sinfonia che precede tutte le gare di questa affascinante competizione.
Su uno sfondo argento metallizzato, la versione maschile dell’Official Match Ball integra una singola lettera del testo del coro immediatamente riconoscibile – “THE CHAMPIONS” – su ciascuna delle 12 stelle, in un ricco stile calligrafico.
Le rappresentazioni visive dei toni musicali della canzone intersecano le stelle, in un sorprendente viola, rosso e blu – colori scelti appositamente per rappresentare la regalità calcistica che gareggia per l’ambito trofeo della Uefa Champions League.
L’introduzione di un inno personalizzato per la Uefa Women’s Champions League, nella stagione 2021/22, ha segnato l’inizio di una nuova alba per il torneo.
In onore di quel momento, il nuovo design incorpora il testo della canzone in due dei pannelli accattivanti a stella del pallone, creando un unico motivo di testo circolare in arancione brillante. Le altre dieci stelle sono caratterizzate da una stampa ondulata viola e rosa, realizzata con le stesse parole dell’inno, ma ingrandite in modo significativo per creare un aspetto astratto e accattivante.
Il Napoli saluta la Champions League tra gli applausi amari del Maradona. Nell’ultima giornata della league phase gli azzurri cadono 3-2 contro il Chelsea e mancano l’accesso ai playoff, al termine di una sfida vibrante, piena di ribaltamenti e rimpianti.
A rompere l’equilibrio sono gli inglesi al 19’, quando Enzo Fernandez trasforma il calcio di rigore assegnato per un fallo di mano di Juan Jesus. L’avvio è uno shock, ma la reazione della squadra partenopea è immediata e rabbiosa. Al 33’ Vergara si inventa un gol da cineteca: controllo stretto in area, avversario mandato fuori tempo e diagonale preciso che riporta tutto in parità. Il Maradona si accende e il Napoli cavalca l’onda emotiva, completando il sorpasso poco prima dell’intervallo con Hojlund, rapido a infilare sotto porta su un cross rasoterra dalla sinistra di Olivera.
Al “Maradona” sarà una notte europea di quelle che pesano. Mercoledì alle 21 il Napoli affronta il Chelsea nell’ultimo turno della League Phase di Champions League e l’Uefa ha affidato la gara all’esperienza del francese Clement Turpin, uno degli arbitri più navigati del panorama internazionale. Una scelta che racconta l’importanza della sfida e la tensione che accompagnerà novanta minuti decisivi per il cammino continentale degli azzurri.
Con il Napoli i precedenti con Turpin raccontano un bilancio in chiaroscuro. Gli azzurri hanno sorriso nelle vittorie contro l’Aik e sul campo del Salisburgo, ma hanno anche incassato sconfitte pesanti, come quella interna contro il Real Madrid e il ko a Mosca contro lo Spartak. Un rapporto fatto di alti e bassi, che aggiunge un ulteriore elemento di curiosità a una sfida già carica di significati tecnici e ambientali.
Il pareggio di Copenaghen lascia più rimpianti che soddisfazione e Giovanni Di Lorenzo non cerca alibi. Il capitano del Napoli analizza con lucidità l’1-1 contro i danesi, rimasti in dieci dal 35’, indicando nel secondo tempo il vero snodo della partita.
“Abbiamo fatto la cosa più difficile, cioè trovare il vantaggio. Poi nel secondo tempo abbiamo sbagliato l’approccio, tornando in campo come se il risultato fosse 5-0 e non 1-0. In Champions non te lo puoi permettere e al primo errore gli avversari ti mettono in difficoltà”, dice Di Lorenzo ai microfoni dopo la gara, spiegando come una gestione superficiale abbia rimesso in corsa il Copenaghen.
REDAZIONE






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