Claudio Cerasa, direttore del Foglio per la carta stampata, Francesca Fagnani, conduttrice di “Belve” per la tv, Barbara Carfagna di Raiuno per gli approfondimenti sulle società digitali ed il web, e Francesco De Luca, caporedattore de “Il Mattino” per il racconto sportivo sono i vincitori del Premio Ischia di giornalismo, giunto quest’anno alla sua 44esima edizione.
Alla giornalista televisiva e scrittrice Lucia Annunziata è stato invece assegnato il premio “Internazionale alla carriera”. Luciano Tancredi, direttore del ”Tirreno”, Giuseppe De Bellis, direttore di Skytg24, e Corrado Zunino inviato di Repubblica, sono i vincitori dei premi speciali ”Ischia”.
Ad assegnare i riconoscimenti la giuria del Premio, presieduta da Giulio Anselmi e composta da Luigi Contu, Antonella Baldino, Alessandro Barbano, Giuseppe De Bellis, Francesco De Core, Enzo D’Errico, Giovanni Grasso, Luciano Fontana, Carlo Gambalonga, Mario Orfeo e Fabio Tamburrini. Il premio Ischia di giornalismo ha da anni acceso i riflettori anche sulla comunicazione istituzionale che è sempre più determinante nelle attività delle grandi aziende e istituzioni. Ad aggiudicarsi quest’anno il premio Ischia Comunicatore dell’anno è stato Stefano Lucchini, chief institutional affairs and external communication officer di Intesa Sanpaolo.
A Gian Luca Spitella, direttore della comunicazione di Arera, è stato assegnato il Premio per la comunicazione istituzionale. Nell’ambito del Premio Ischia Internazionale di giornalismo vengono assegnati: il premio alla ”Comunicazione Sostenibile” assegnato da Terna a Valeria Sforzini, giornalista esperta di ecosostenibilità, editorialista della rubrica Pianeta 2030 del Corriere della Sera; il premio ”Opening New Ways of Journalism”, assegnato dal Gruppo Unipol. L’annuncio del vincitore tra i tre finalisti, Sofia Pasotto, Federico Taddia ed Enrico Pitzianti, sarà svelato nel momento della premiazione.
Caso Paragon, depositata la consulenza tecnica sui telefoni spiati: nel mirino giornalisti e attivisti
Il caso Paragon entra in una fase cruciale. Nei giorni scorsi è stata consegnata alle procure di Roma e Napoli la consulenza tecnica al centro dell'indagine sullo spionaggio tramite spyware. Gli accertamenti, classificati come irripetibili — una dicitura tecnica che ne sottolinea l'unicità e l'importanza probatoria — sono stati condotti dalla Polizia Postale congiuntamente a…
Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.





Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti