Arzano, favori al gruppo Canciello: a processo ex dirigenti del comune

Arzano. Gruppo Canciello alla sbarra, prima udienza l’11 novembre prossimo.

Sul banco dei testimoni i comandanti delle polizie locali di Arzano e Frattamaggiore e gli ufficiali di polizia giudiziaria che avviarono le indagini sui presunti abusi edilizi commessi dal gruppo in zona Asi con la costruzione di un capannone senza titolo edilizio che attualmente ospita la sede di Amazon Italia.

La Procura di Napoli nord aveva disposto con atto motivato del Pubblico ministero Giovanni Corona la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex dirigente del comune di Arzano, Giovanni Napolitano, per il tecnico di parte privata Francesco Napolitano e la titolare della società Ariete s.r.l., Gaetana Canciello.

L’indagine dei Carabinieri di Arzano coordinata dalla Procura di Napoli Nord, si era avvalsa dell’utilizzo di droni e risultanze investigative con l’acquisizione di corposi incartamenti presso il comune di Arzano e quello di Frattamaggiore coadiuvati dai Comandanti Biagio Chiariello e Luigi Maiello.

Secondo quanto si legge nel provvedimento “ponendo in essere un medesimo disegno criminoso Giovanni Napolitano (ex dirigente del comune di Arzano fino agli inizi del 2019), avendo ricevuto dalla società ITB s.r.l. a gennaio del 2018, la richiesta di variante al PdC (piano di fabbricazione) per la costruzione di un agglomerato industriale su Corso D’Amato ad Arzano e in parte ricadente anche nel comune di Frattamaggiore;

a settembre dello stesso anno in violazione delle norme di legge, a sua firma, comminava una sanzione pecuniaria a carico della Canciello quale responsabile della società Ariete s.r.l. Nel frattempo subentrata alla ITB s.r.l. e, così facendo, illegittimamente dava atto in ragione del silenzio assenso della pubblica amministrazione.

La succitata pratica istruita onde ottenere il rilascio del PdC in variante, procurava intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale a Gaetana Canciello, in qualità di rappresentante legale della Ariete s.r.l., consistito nell’aver dato alla medesima la possibilità di edificare l’opificio in questione, desinato ad ospitare la multinazionale, conduttrice, non potendo egli far ricorso al disposto del succitato art. 20 in assenza di una qualsiasi preventiva corresponsione degli oneri concessori ovvero di una rata corrispondente somma fissata dall’amministrazione onde ottenere il rilascio del PdC, ovvero omettendo il tecnico di agire in autotutela per revocare lo stesso, illegittimamente ottenuto”.

Indagato, unitamente a Gaetana Canciello anche il tecnico e collaudatore di parte Francesco Napolitano, per il reato di abuso in concorso e falso ideologico “per aver attestato falsamente e agendo in tempi diversi, a seguito di diversi sopralluoghi presso la struttura, il collaudo statico dell’edificio depositando apposito certificato presso il Genio Civile, ideologicamente falso, essendo stato emesso sul falso presupposto di aver compiuto a maggio e novembre del 2018 altrettanti sopralluoghi presso il sito onde attestarne l’agibilità.

E per fare ciò avrebbero utilizzato tale certificato di collaudo, recante il protocollo del Genio Civile di Napoli, allegandolo alla SCA, depositata a firma congiunta a febbraio del 2019 al SUE del Comune di Arzano, pur essendo consapevoli che lo stesso non fosse idoneo a certificare l’agibilità dell’immobile, come comunicato esplicitamente dall’Ufficio del Genio Civile di Napoli a Francesco Napolitano e, pur avendo la Canciello tale consapevolezza concedeva in affitto lo stabile alla società Amazon Italia s.r.l., consentiva illecitamente che all’interno dell’immobile vi fosse esercitata l’attività da parte della società conduttrice”.

Ovviamente sono tutti da ritenersi innocenti fino ad una eventuale sentenza definitiva di condanna. Intanto a tenere banco anche la mega inchiesta sul mostro di cementi di via Settere che vedrebbe coinvolti politici , tecnici e amministratori.

Carlo Strazzullo

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