

Dopo l’abbattimento a Casapesenna dell’abitazione dove fu catturato nel dicembre 2011 l’allora capo del clan dei Casalesi Michele Zagaria, un’altra “pagina di legalità” si festeggia nel vicino comune di Casal di Principe.
Lo Stato infatti si riappropria di tre immobili in quella che una volta era l’area della città feudo del clan Bidognetti, cosca storica del clan dei Casalesi facente capo a Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto e Mezzanotte”, da oltre 20 anni in carcere così come l’altro boss di Casal di Principe, Francesco “Sandokan” Schiavone.
Nell’ex feudo ‘bidognettiano’ di via Firenze, le tre villette ed un cortile confiscate ai fratelli Luigi e Alfonso Diana, fedelissimi di Cicciotto, saranno sede di un Polo per minori e giovani, inaugurato oggi, e affidato alla Fondazione Don Calabria per il Sociale Ets che prevede la realizzazione di Comunità residenziali e laboratori formativi con annessa comunità per minori stranieri.
Accoglienza, formazione e animazione territoriale saranno i cardini della collaborazione tra il Comune di Casal di Principe e la Fondazione. “Ieri l’abbattimento del covo di Zagaria, oggi la riappropriazione di beni in una zona che fino a pochi anni fa era controllata dal clan Bidognetti.
“Ieri e oggi sono state due bellissime giornate per questo territorio”, commenta il sindaco di Casal di Principe Renato Natale. Presenti all’inaugurazione il Vescovo di Aversa Angelo Spinillo, padre Massimiliano Parrella dell’Opera don Calabria, il vicepresidente della Camera Sergio Costa (M5S), secondo cui “i fondi del Fug (Fondo unico Giustizia, ndr) dovrebbero essere utilizzati anche per i beni confiscati, altrimenti accade ciò che già avviene, ovvero che il 50% dei beni sottratti alla camorra non viene riqualificato per mancanza di fondi”.
Per l’assessore regionale Mario Morcone, dopo “la bella pagina di ieri, se ne apre un’altra a Casal di Principe. Questa zona ha tanti problemi ma è anche all’avanguardia nella gestione dei beni confiscati”.
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