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Camorra, fuoco al pusher ribelle: caccia al complice di Alessio Pica

I carabinieri sono sulle tracce del complice del giovane ras del rione Sanità, Alessio Pica che la sera del 4 dicembre scorso aveva dato fuoco ad Antonio Storaro

Si cercano gli ultimi riscontri ma anche il complice di Alessio Pica, il 26enne ras del rione Sanità è stato individuato dai carabinieri.

I due il 4 dicembre dello scorso anno diedero fuoco al pusher ribelle Antonio Storaro, che voleva uscire dal giro dello spaccio. Pica, che già era in carcere per altri reati, ieri è stato raggiunto da una ordinanza cautelare con l’accusa di tentato omicidio.

Di lui il pentito daniele Pnadolfi in uno dei suoi verbali ha raccontato Alessio Pica “ha una piazza di spaccio dietro l’ospedale San Gennaro dei Poveri e si avvale di un ragazzo detto ’o biond che collabora con lui nelle attività illecite. Preciso che Alessio Pica era rifornito di stupefacenti dal clan Sequino, ma a un certo punto decise di non rifornirsi più da loro. Questo fu il motivo (omissis) tentò di ferirlo colpendo per errore un ragazzo chiamato Yunes che abita in vico Principe della Sanità.

Ricordo che quando a dicembre 2017 sono tornato in libertà, ho visto venire ’o biond a casa di Antonio Vastarella, il quale gli disse che da quel momento avrebbero dovuto comprare l’erba da lui perché se n’era approvvigionato. Altrimenti avrebbe fatto chiudere la piazza. ’O biond” rispose che avrebbe riferito ad Alessio e gli avrebbe fatto poi sapere”.

La scoperta del tentato omicidio, che in in un primo momento era stato fatto passare come incidente è stata fatta grazie a una serie di intercettazioni compiute dai carabinieri sotto il coordinamento della Dda di Napoli.

Pica avrebbe incontrato Storaro in piazza San Vincenzo con un pretesto per poi rovesciargli addosso della benzina e dargli fuoco. Il 26enne avrebbe commesso i fatti violando la misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto per una vicenda di droga. Storaro, soccorso dalla madre che spense in tempo le fiamme, era stato poi ricoverato nel reparto Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli per ustioni di sedi multiple del corpo.

Storaro sarebbe stato punito per la sua volontà di cambiare vita e smettere di vendere droga nella piazza di spaccio gestita da Alessio Pica che, come si legge dalle pagine del provvedimento eseguito ieri, si troverebbe alle spalle dell’ospedale San Gennaro dei Poveri, sito nell’omonima strada, nel cuore del rione Sanità.

Quando Antonio Storaro arrivò all’ospedale Cardarelli, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre dell’anno scorso, disse di essersi procurato le lesioni accidentalmente. Le indagini invece hanno accertato che Pica, in quel momento sottoposto alla misura alternativa degli arresti domiciliari, la sera del 4 dicembre era andato in piazzetta San Vincenzo e aveva cosparso di benzina e dato fuoco a un uomo, poi identificato proprio in Storaro, perché – secondo la fonte, si legge ancora nell’ordinanza firmala dal gip Lucia De Micco – quest’ultimo “aveva deciso di ‘tirarsi fuori ‘ definitivamente dall’attività di spaccio di sostante stupefacenti, controllata e gestita proprio da Pica con cui aveva collaborato fino a qualche tempo prima”.

Il 6 dicembre i carabinieri riuscirono a contattare la fidanzata di Storaro la quale, dopo un primo momento di reticenza, pur precisando che non avrebbe sporto alcuna denuncia, raccontò che Storaro aveva deciso da poco di abbandonare la strada della criminalità e di voler iniziare una nuova vita intraprendendo l’attività di garagista.

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